Flipboard per il business: 5 domande per Leonardo Vannucci

Fare business su Flipboard - 5 domande per Leonardo Vannucci

Leonardo Vannucci: da Livorno con furore

Sapete cos’è che mi piace di più del fare interviste?

Il fatto che ognuna di esse mi permette di approfondire non solo l’dentità dell’intervistato, ma anche e soprattutto ciò di cui si occupa. E quando ciò di cui si occupa l’ospite di turno è qualcosa di veramente particolare, allora la cosa si fa ancor più interessante…

È il caso di Leonardo Vannucci, founder di Affabula Communication, nonché livornese DOC.

Leonardo è uno di quelli a cui la voglia di sperimentare e il tempo per farlo non mancano mai: se la rete caccia fuori qualcosa di nuovo, che si tratti di una app, un tool o un software, lui l’ha già provata 1.000.000 di volte ed è in grado di illustrarne pregi e difetti.

Fu proprio Leonardo, non molto tempo fa, a parlarmi di Flipboard e di come aveva trovato il modo per sfruttarlo all’interno della sua strategia di comunicazione.

Rimasi molto colpito dal suo discorso e oggi ho deciso di mettere a sua disposizione questo spazio affinché ripeta, tanto a me, quanto a voi, ciò di cui mi parlò.

Ci si vede su Flipboard, dé!

Ciao, mi chiamo Leonardo, ho 43 anni e…

Quando voglio fare colpo dico: “Io non sono nessuno, è per questo che posso essere tutti”.

Lo faccio per sottolineare che, tra i tanti Social “Cosi” in circolazione, sono tra quelli che fa più pratica che consulenza, nel senso che è mia abitudine prendere in carico i canali social delle attività con le quali collaboro, offrendo così una gestione diretta della comunicazione.

Se dovessi, però, raccontare la mia professione a qualcuno che conosce poco la rete, mi verrebbe naturale descrivermi quale uno scrittore che ha trovato nel web l’ambito giusto in cui crescere, migliorare e mettere a frutto le proprie capacità.

Nell’era del Web 2.0, poi, oltre a saper far bene almeno una cosa, bisogna anche riuscire ad arrangiarsi. Ed è per questo che mi occupo anche della realizzazione di siti web, di grafica, di videomaking e di tante altre cose. Cose che riesco a fare grazie alla collaborazione di tutta quella bella gente che condivide con me l’avventura di Affabula Communication.

Ti ho invitato affinché mi parlassi di come sfrutti Flipboard all’interno della tua attività di comunicazione, ma procediamo per punti: che cos’è Flipboard e cos’ha di particolare?

Flipboard è un aggregatore di notizie, ovvero un software utile a raccogliere ed archiviare articoli o pagine web al fine di usufruirne in un secondo momento. Di aggregatori simili a Flipboard ce ne sono tanti, ma nessuno vanta un’estetica ed un’usabilità del suo livello.

Essendo un lettore compulsivo, sfrutto da sempre questa tipologia di software. Essi, infatti, mi aiutano in quella che è la mia quotidiana raccolta di materiale, la quale considera tanto gli articoli in linea con il mio lavoro, quanto quelli utili a soddisfare la mia personale curiosità.

Poi, un bel giorno, è arrivato Flipboard e con esso l’illuminazione…

Una volta aperta la app, ho subito capito che avrei potuto sfruttarla per una vasta gamma di usi alternativi: Flipboard, infatti, organizza il materiale raccolto in un formato simile a quello di una rivista cartacea e questa sua caratteristica mi ha portato a ragionare sul fatto che, con i dovuti accorgimenti, avrei potuto far confluire tutto il lavoro di selezione e archiviazione in un qualcosa che fosse poi distribuibile in rete. Qualcosa come una rivista virtuale, tramite la quale veicolare contenuti confezionati su misura per l’utente.

Flipboard

È stato quello il momento in cui hai realizzato che Flipboard avrebbe potuto entrare a far parte della tua strategia di comunicazione?

Precisamente. Ho avuto subito la percezione che Flipboard fosse uno strumento davvero potente, in quanto lontano dalla ripetitività e della monotonia che invece caratterizzavano e caratterizzano ancora oggi molti dei suoi diretti concorrenti, tra i quali Paper.li.

Il fatto di poter contare su di una grande possibilità di controllo, nonché su di un risultato estetico decisamente gratificante, mi convinsero a dare vita alle mie prime riviste virtuali, per le quali scelsi temi come l’ambiente, la mobilità elettrica e la moda.

Come sfruttai, quindi, Flipboard all’interno della mia strategia di comunicazione?

Costruendo riviste virtuali all’interno delle quali, oltre a news ed approfondimenti, inserivo anche pagine ed articoli relativi alle attività con le quali collaboravo.

Facciamo un esempio relativo al settore della moda:

Se un giorno dovessi trovarti a curare la comunicazione di una sartoria artigianale, potresti valutare l’ipotesi di inserire i capi da essa confezionati all’interno di una rivista studiata ad hoc, ovvero riguardante il meglio della produzione fashion mondiale. In questo modo, coloro che leggeranno tale rivista tenderanno ad associare il marchio artigianale da te proposto a quelli ben più noti che lo affiancano, conferendogli così grande visibilità, autorevolezza e prestigio.

Detto così sembra piuttosto facile, ma quanto bisogna attendere prima di vedere arrivare i primi risultati e quali sono gli strumenti utili a rendere la cosa efficace?

Per far sì che un’attività promozionale su Flipboard sia efficace c’è bisogno di tempo e, purtroppo, i clienti non sono mai disposti a dartene molto. E’ proprio per questo che, in fase di contrattazione, propongo Flipboard solo ed esclusivamente come strumento aggiuntivo.

Attualmente curo 37 riviste e, proprio in questi giorni, ho superato i 6.500 abbonati. 

Leonardo Vannucci su Flipboard

I vantaggi derivanti dal gestirne così tante sono molteplici e tutti ugualmente importanti: grazie ad esse, ad esempio, riesco ad intercettare la domanda, sondare i cambiamenti del mercato e studiare il comportamento dei miei competitors.

Ognuna delle riviste, inoltre, fa pubblicità alle altre e col tempo ho notato che, alcuni degli utenti che seguivano quelle dedicate a temi generalisti (sport, fumetti, etc.), hanno poi cominciato a sfogliare anche quelle legate in modo più diretto alle aziende mie clienti.

Ho in pratica assistito alla nascita di nuove opportunità di conversione in acquisto, le quali hanno coinvolto coloro che, inizialmente, magari volevano solo svagarsi leggendo qua e là.

Flipboard è un elegante strumento aggiuntivo per spingere le persone ad entrare nel proprio sito web e, indipendentemente da quante esse siano, già questo rappresenta un valore.

Normalmente comincio con il cercare e l’archiviare articoli interessanti, integrando poi questa attività nel più ampio contesto della comunicazione del brand, ovvero:

  • Istruisco un aggregatore di notizie tradizionale (es. Feedspot) affinché raccolga notizie ed articoli in linea con il brand di cui mi sto occupando
  • Flippo all’interno della rivista articoli che reputo di maggior valore, stando bene attento a dare il giusto risalto a quelli che potrebbero maggiormente interessare il cliente ed i lettori
  • Ripropongo la rivista su Twitter e, periodicamente, la rendo oggetto di una newsletter indirizzata al singolo cliente. Un’attività, questa, che può essere concepita come una sorta di “abbonamento gratuito” a qualcosa che riguarda anche la sua attività

Così facendo, nel corso del tempo ci si trova ad avere per le mani un prodotto in continua crescita, sul quale è possibile visionare in ogni momento i contenuti più interessanti.

Se poi si desidera realizzare qualcosa di ancor più funzionale, si può sempre richiedere la collaborazione di altri soggetti, in un’ottica di co-branding davvero interessante…

Ah, questo mi piace davvero! Potresti spiegarmi meglio cosa intendi con “co-branding” su Flipboard? E’ possibile creare delle riviste in collaborazione con altri utenti?

Flipboard funziona come una piccola redazione, il che significa che il proprietario della rivista può invitare altre persone, alle quali viene subito data la possibilità di curarne i contenuti.

Giunto a questo punto, la domanda che più frequentemente mi viene rivolta è:

“Perché qualcuno dovrebbe contribuire alle mie riviste, invece di realizzarne delle proprie?”

Perché sarebbe uno spreco di tempo e di energie, il più delle volte.

Esistono riviste già attive, le quali godono già di un notevole seguito e di una solida credibilità.

Se un domani dovessi decidere di iniziare a parlare di moda, non sarebbe meglio se ti unissi alla mia rivista e ne parlassimo quindi insieme?

Il brand che rappresenti si ritroverebbe catapultato all’interno di un contesto già rodato e, alla fine della fiera, due piccoli marchi emergenti avrebbero trovato il modo per farsi forza l’un l’altro.

A me, ad esempio, questo sta capitando con un’azienda che seguo da diverso tempo e che si occupa di architettura navale. Il suo responsabile gestisce una rivista dedicata allo yachting e lo fa in collaborazione con il responsabile di un’azienda che offre servizi dedicati alla nautica.

Non c’è alcuna concorrenza tra le due realtà e questa duplice gestione permette ad entrambe di offrire una rivista estremamente ricca, il cui pubblico cresce costantemente.

Io stesso collaboro alla realizzazione di 3 riviste delle quali non sono proprietario e, grazie a questo, riesco ad essere presente in settori, come quello della tecnologia, dei videogames e della medicina, che prima non avevo la possibilità di coprire.

Cosa che, converrete con me, non è affatto male…

Dire, fare, flippare

Si conclude qui la nostra chiacchierata con Leonardo, grazie alla quale mi auguro abbiate imparato a conoscere meglio Flipboard e le sue innumerevoli applicazioni.

Trovo che in un momento delicato come quello attuale, nel quale nuove forme di marketing e nuovi strumenti stanno rivoluzionando il modo di comunicare e di fare business, l’avere consapevolezza di quanti e quali siano i territori ancora “colonizzabili” sia fondamentale.

Da questo punto di vista, credo che Leonardo, raccontandoci questo lato del suo lavoro, ci abbia regalato molto. Adesso sta a noi decidere se e come sfruttare ciò che abbiamo imparato.

Alla prossima intervista!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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