Itanglish: quando italianizzare l’inglese è più di una moda

Itanglish - quando italianizzare l'inglese è più di una moda

Dall’italiano all’itanglese il passo è short

Nonostante il nostro vocabolario sia tra i più ricchi ed articolati, ci sono parole che proprio non possiamo fare a meno di prendere in prestito dalle altre lingue. Un esempio su tutti è il “mouse”.

Allo stesso modo, non possiamo negare l’uso frequente di alcuni termini che hanno subito un rigido processo di “italianizzazione”, i quali hanno dato vita al cosiddetto “itanglish” o “itanglese”.

Vediamone insieme alcuni…

Noio volevam savoir l’indiriss [cit.]

Come è ovvio pensare, è l’ambito informatico quello che meglio si presta alla creazione di nuovi e fantasiosi “itanglesismi” e questa breve lista, come vedrete, ne è la prova provata.

Bannare (da “To ban”)

Cacciare, espellere, bandire a tempo indeterminato. Il “ban” è la funzione utilizzata dai moderatori di chat e forum per allontanare definitivamente qualcuno che si comporta male.

Solitamente, prima di essere bannati, si ricevono una serie di ammonizioni. Nel caso in cui queste non dovessero essere sufficienti, allora si procede all’espulsione dell’utente.

Crackare (da To crack”)

Con il termine “crackare” si intende il violare i sistemi di protezione di un sistema informatico o di un software al fine di avere libero accesso al suo utilizzo, magari per danneggiarlo.

Un sito “crackato”, ad esempio, è un sito le cui protezioni sono state violate allo scopo di modifcarne i contenuti, o magari per prelevare da esso informazioni riservate.

Flammare (da To flame”)

Nel gergo in uso presso le aree di discussione digitali, come le chat e i forum, si definiscono “flamer” quegli utenti che provocano gli altri partecipanti allo scopo suscitare reazioni rabbiose.

Il “flaming”, dunque, consiste nel pubblicare messaggi di carattere ostile e/o sprezzante affinché prenda vita una “flame war”, ovvero una “guerra di flame”.

Floddare (da To flood”)

Nell’ambito delle chat, con il termine “floddare” si indica l’inivio intenzionale di messaggi in rapidissima successione. Un’attività, questa, che spesso e volentieri viene portata avanti allo scopo di rendere difficoltosa la lettura dei messaggi degli altri utenti.

Joinare (da To join”)

Unirsi, entrare a far parte di un sistema, un canale o un gruppo. Il “join” è, in pratica, l’atto con li quale un utente diventa parte di una cerchia o di uno specifico contesto.

Loggare (da To log”)

Ogni volta che ci sottoponiamo ad una procedura di autenticazione, ovvero inseriamo i dati utili ad accedere ad un servizio o una piattaforma online (es. Twitter), stiamo effettuando un “login”.

Mentre la registrazione ad un servizio è un qualcosa che va fatto una tantum, il “loggarsi” è ciò che ci permette di essere riconosciuti da un sitema e ci autorizza ad utilizzarne le funzionalità.

Spammare (da To spam”)

Si definisce “spam” l’insieme delle email di carattere commerciale pervenute presso la propria casella di posta elettronica senza che se ne sia mai fatta richiesta.

Ne consegue che, con il termine “spammare”, si intenda l’importunare gli altri con messaggi indesiderati o l’intasare un canale di comunicazione (es. una finestra di chat) con gli stessi.

That’s all folks!

Quelli che abbiamo visto sono solo alcuni dei termini in lingua inglese che nel tempo abbiamo fatto nostri. In realtà, infatti, ce ne sono a decine, se non addirittura a centinaia.

Mi vengono in mente, ad esempio, parole come “moddare”, “uploadare”, “linkare”, “clickare” e via via molte altre. Lascio, però, a voi il gusto di scoprirne il significato.

Per quanto mi riguarda, infatti, penso sia arrivato il momento di “sloggare”.

Alla prossima!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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  • Diego Romano

    Linkare, trollare, taggare