Come sto provando (riuscendoci) ad andare oltre “il giro”

Come sto provando (riuscendoci) ad andare “oltre il giro”

Come un novello Pegasus, alla ricerca di un modo per espandere il mio cosmo

In un post su Facebook di qualche tempo fa, ho manifestato il mio desiderio di “andare oltre il giro”, ovvero la volontà di entrare in contatto con persone che non fanno parte del mondo del Digital e che, proprio per questo, rappresentano un importante terreno di confronto e crescita.

Da questa mia “confessione” ne è nato un interessante dibattito, all’interno del quale ognuno dei partecipanti ha provato ad offrire la propria soluzione: c’è stato chi, ad esempio, mi ha consigliato di ottimizzare la SEO di questo blog, in modo tale da intercettare un maggior numero di utenti, e chi, invece, mi ha suggerito di puntare sui Social Network e, in particolare, sull’espansione della mia rete di contatti attraverso la condivisione di contenuti non strettamente legati al Social Media e alle altre materie di cui mi occupo.

Oggi, ad un mese di distanza, voglio raccontarvi come questo confronto ha cambiato il mio modo di comunicare sul Web, nonché descrivervi le piccole e grandi attività che quotidianamente svolgo al fine di “andare oltre il giro” dei Social Media “Cosi”, raggiungendo, così, persone anche molto distanti dal mio ambiente professionale e dai miei principali interessi.

SEO o Social?

Premesso che il mio desiderio di entrare in contatto con chi non fa parte del settore del Digital è un’esigenza di carattere prettamente personale, nell’impostare il mio nuovo approccio al Web ho innanzitutto dovuto scegliere il principale “terreno di gioco”.

Come detto poc’anzi, c’è chi mi ha consigliato di lavorare sul piano della SEO, ottimizzando i contenuti di questo blog affinché si indicizzassero al meglio su Google, e chi, invece, mi ha invitato a diversificare la mia attività sui Social Network, ovvero ad aprirmi alla condivisione di contenuti di natura eterogenea e, per certi versi, anche più “leggeri”.

Indi per cui, la domanda che mi sono posto è: “SEO o Social? Dove devo andare a premere l’acceleratore affinché il mio messaggio incontri quello di coloro che sono fuori dal mio giro?”

Dopo un’attenta riflessione ed un iniziale tentennamento, ho capito che il miglior modo per raggiungere il mio obiettivo era darmi da fare sui Social Network. Questo perché, se mi dedicassi all’ottimizzazione della SEO di questo blog, nel quale mi occupo principalmente di Digital, non farei altro che intercettare persone interessate al Digital stesso, chiudendomi ancor più in questa sorta di “recinto digitale”.

Stabilito questo, ho quindi ragionato su quale fosse la piattaforma social più adatta ai miei desideri di “espansione” e la scelta, magari in maniera soprendente, è ricaduta su LinkedIn.

LinkedIn? Ma non è un Social in cui si parla di lavoro?

Per quanto io sia il primo a rendermi conto dell’apparente controsenso, va detto che LinkedIn, specie da quando è stato scoperto dalle masse, è un terreno in cui il confronto e la discussione nascono e si sviluppano in maniera estremamente veloce, nonché articolata.

Gli utenti, in buona sostanza, sono molto più portati a partecipare alle discussioni, piuttosto che ad interessarsi ai contenuti esterni condivisi all’interno della piattaforma (articoli, blog post, etc.).

Una dinamica, questa, che potremmo definire “facebookiana”, ma che ci mette di fronte a due grandi verità: la prima è che “essere social” significa innanzitutto partecipare e far partecipare, ovvero non limitarsi a considerare i social alla stregua di una mera vetrina (personale o aziendale che sia); la seconda, invece, è che un’attività di condivisione variegata genera un coinvolgimento a 360°, in quanto permette di raggiungere tipologie di utenti anche molto diverse tra loro (il chiacchierone, il curioso, l’esploratore, etc.).

Ne consegue che, tornando al mio obiettivo, il fatto di aver aumentato le proposte di discussione e diminuito la condivisione di contenuti legati al Digital mi ha portato ad essere intercettato ed avvicinato da molte più persone rispetto alla media, la maggior parte delle quali non fa parte del settore di cui mi occupo, ovvero è esterna al “giro” del quale parlavo prima.

Un valido esempio è rappresentato da questo post, all’interno del quale ho voluto condividere il mio pensiero in relazione al rapporto tra l’individuo e lo stato di disoccupazione:

LinkedIn - Disoccupazione

Una riflessione personale e semplice, la quale ha suscitato l’interesse e la partecipazione di un alto numero di utenti, i quali non solo si sono confrontati con me, ma anche tra di loro.

Pur parlando di lavoro, dunque, non ho incentrato la discussione sulle materie di mia competenza, ma ho spostato l’interesse su un elemento alla portata di tutti: il senso di vergogna che si può provare nel vivere e manifestare il proprio stato di disoccupazione.

Ancora oggi, dopo una settimana, continuo a ricevere commenti e a discutere con chi ha voglia di confrontarsi con me su questo tema. Il che è esattamente ciò che desideravo.

Non solo LinkedIn

Ovviamente LinkedIn non è l’unica piattaforma social sulla quale si può tentare di andare “oltre il giro”, ma rappresenta, comunque, un valido punto di partenza per chi desidera “espandersi”.

Su Facebook è possibile fare lo stesso. Come? Impostando, ad esempio, la privacy dei propri post come “Pubblica” e proponendo i propri argomenti di discussione da un punto di vista meno tecnico e più umano. Così facendo, la partecipazione sarà aperta a tutti e potrete provare sulla vostra pelle cosa significa “espandere il proprio cosmo”, scongiurando l’effetto man in the box.

Alla prossima!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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  • Sono d’accordo, LinkedIn non è una cattiva scelta – se i post su Pulse non tirano granché, un semplice status (magari con gli hashtag giusti) può scatenare delle belle discussioni, molto durature.

    Tempo fa avevo individuato i tre argomenti più “gettonati”:

    1 – Critiche a LinkedIn stesso (l’interfaccia fa schifo, i miei post non li leggono, ecc.);

    2 – Disoccupazione, storie sui Recruiter, ecc. (successo assicurato, con questi temi!)

    3 – Le immancabili foto con citazione.

    Così si esce dal giro… delle cattive compagnie! 😀