Da cosa si riconosce un fakebot di Twitter?

Come si fa a riconoscere un fakebot su Twitter?

Identikit di un fakebot

Quello dei fakebot di Twitter è un argomento che ho già trattato in un paio di occasioni: la prima mi limitai a proporre una breve panoramica del fenomeno; la seconda, invece, presi in esame il comportamento di una versione avanzata di questi sofisticati software.

Oggi è arrivato il momento di vedere quali sono gli elementi tipici di un profilo fakebot, ovvero quelli che ci permettono di riconoscerne uno anche solo con una rapida occhiata.

Eccovi, quindi, le 7 caratteristiche tipiche di un profilo fakebot.

Vi presento Joe Black Fernando Usurai

Quella che segue è un’istantanea del profilo di Fernando Usurai, ovvero un fakebot al 100%:

Fernando Usurai - Fakebot di Twitter

Per quanto il profilo di Fernando sia apparentemente simile a molti altri, è sufficiente soffermarsi sulla parte alta per capire che si tratta di un fakebot, osservando questi 7 elementi:

1. La foto del profilo, spudoratamente presa dal web

Le foto utilizzate dai fakebot sono spesso di bassa o bassissima qualità. Un fattore, questo, che va a sommarsi all’evidente dissonanza tra i tratti somatici dell’individuo rappresentato e il nome dello stesso. In tal senso, il profilo di Fernando è oltremodo esemplare.

Se però si vuole avere la certezza assoluta che la foto del profilo (alias “la pic”) sia presa dal web, non rimane che selezionarla e fare una ricerca inversa di immagini con GoogleTineye.

2. La foto di intestazione, quasi sempre assente

Solitamente, il profilo Twitter di un fakebot è privo della foto di intestazione, ovvero quella che molti chiamano immagine di copertina o, seppur sbagliando, immagine di sfondo.

Anche da questo punto di vista, il profilo del caro Fernando non fa eccezione.

3. Il nome utente e il nickname coincidono

Per quanto possa apparire oltremodo logico, se non addirittura ovvio, l’uguaglianza tra il nome dell’utente (Fernando Usurai) e il suo nickname (@FernandoUsurai) non è affatto comune.

Nella maggior parte dei fakebot, invece, il nome dell’utente e il nickname sono quasi sempre coincidenti, dando così luogo ad una condizione inconsueta e sospetta.

4. La bio è una frase ad effetto, una citazione o un proverbio

Se andiamo a guardare la biografia del nostro amico Fernando, ecco che troviamo scritto:

“A volte occorre accettare che alcune persone possono stare nel nostro cuore, ma non nella nostra vita.”

L’inarrivabile fascino che frasi come questa esercitano sul pubblico è ben noto a coloro che confezionano fakebot. Motivo, questo, che spinge ad inserirle nelle bio in 9 casi su 10.

5. La data di iscrizione a Twitter risale al 2012

Altro fattore da tenere in considerazione è la data di iscrizione, la quale è riportata sotto la bio.

Non saprei dire perché, ma quasi tutti i fakebot che incontro risultano essersi iscritti a Twitter nel 2012. Tenetelo questo parametro bene a mente, potrebbe tornarvi utile.

6. Il numero di following e follower è quasi lo stesso

Questo, forse, è l’elemento che più dovrebbe insospettire: i fakebot hanno solitamente lo stesso numero di follower e following, o comunque le due cifre si avvicinano molto.

Una situazione oltremodo insolita per un utente vero

7. La proporzione tra following e tweet “cuorati” è sballata

Il nostro amico Fernando segue ben 11.000 utenti, ma pare abbia messo like a soli 124 tweet. Come possiamo spiegare questa evidente sproporzione? Le possibilità sono soltanto 2:

  • Fernando è un fakebot ed è programmato per cuorare solo specifici utenti e/o tweet;
  • Fernando è un tipo eccezionalmente selettivo.

Secondo voi, quale di queste è la risposta giusta?

Non tutti i fakebot riescono col buco

Quelle che abbiamo visto sono alcune delle caratteristiche che, in questi anni di permanenza su Twitter, ho notato accomunare la maggior parte dei fakebot con i quali ho avuto a che fare.

In realtà esistono numerose tipologie di fakebot, alcune delle quali estremamente evolute e difficili da smascherare. Nel caso in cui non riusciste a valutare la genuinità di un profilo, fatevi aiutare da qualcuno di più navigato.

Alla prossima!


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Simone Bennati

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