Perché creare newsletter “verticali” – 5 domande per Giuseppe Barbagallo

Perché creare newsletter "verticali" - 5 domande per Giuseppe Barbagallo

Verticalità e newsletter: quale unione?

Se ci si sofferma a origliare le conversazioni tra Digital Marketer e Content Creator, è possibile notare come spesso i discorsi riguardino il tema dei contenuti verticali e, più in generale, il concetto di verticalità applicato al mondo digitale.

Di fatto, si definisce verticale un prodotto, un servizio o una qualunque risorsa digital la cui essenza è fondata su un singolo argomento o tema. Questo blog, ad esempio, è un blog verticale sul tema del Digital Marketing, dal Social alla SEO.

La verticalità, quindi, altro non è che quella proprietà che caratterizza i contenuti e i contenitori (siti Web, pagine Facebook, etc.) destinati a un pubblico specifico, il quale è interessato a informazioni e materiali legati a un particolare argomento.

Premesso che ognuno di noi coltiva un numero variabile di interessi e che l’attenzione dedicata al singolo elemento raramente segue un percorso lineare, uno degli strumenti del Web più utilizzati da chi nutre un forte interesse verso uno specifico tema è, senza ombra di dubbio, la vecchia e cara newsletter.

Quante volte, infatti, dopo essere rimasti colpiti dagli articoli di un blog o le news di una webzine, decidiamo di iscriverci alla relativa newsletter?

Per chi ancora non lo sapesse, anche questo blog ha una sua newsletter, così come quello di Good Working, Web Agency condotta da Giuseppe Barbagallo.

Ma cosa c’entrano Giuseppe e Good Working con la verticalità e le newsletter?

Se ho voluto tirarli in ballo è perché, non più tardi di un paio di mesi fa, fu proprio Giuseppe a confidarmi di aver dato inizio a un esperimento molto interessante, il quale affonda le sue radici proprio nell’efficace unione tra questi due elementi.

Vi lascio, quindi, alle mie domande e le sue risposte, certo del fatto che troverete numerosi spunti di riflessione…

L’approccio Data-Driven è la risposta

Ciao, mi chiamo Giuseppe, ho 33 anni e…

Sono il titolare di Good Working, Web Agency che porto avanti sin dal 2017.

Pur occupandomi principalmente di SEO e Web Analytics, adoro fare continui esperimenti anche in altri ambiti, come il Social Media Marketing e l’Advertising.

Premesso che anche io ho avuto il piacere di produrre alcuni articoli per il blog di Good Working, tempo fa mi hai detto di aver creato una newsletter espressamente dedicata al tema di Instagram. Cosa ti ha spinto a farlo?

Beh, è semplice: essendo iscritto a un gran numero di newsletter, ho osservato quanto di spiacevole mi accade tutti i giorni, cercando di trovare una soluzione.

Ognuno di noi riceve ogni mese decine, se non addirittura centinaia, di email. Se lasciamo da parte quelle classificabili come spam e quelle che, più in generale, ci vengono inviate senza aver mai aver dato un effettivo consenso, il 90% dei messaggi che rimagono finisce comunque dritto nel cestino.

Tale constatazione ha suscitato in me una riflessione: “Se mi sono iscritto a una specifica newsletter è perché, nove volte su dieci, ho trovato molto interessante un articolo riguardante uno specifico argomento. Ora, però, mi ritrovo a ricevere una marea di email che promuovono contenuti inerenti temi che non mi interessano minimamente. Quanto sarebbe più bello, invece, se ricevessi solo ed esclusivamente email che rimandano ad articoli legati a tematiche di mio interesse?

Ecco, quindi, che il criceto nella mia testa ha cominciato a girare…

Considerato che il sito di Good Working è basato su WordPress, quali sono gli strumenti e i servizi che hai utilizzato per creare questa seconda newsletter?

Dopo numerosi test e altrettanti smadonnamenti, ho trovato la combinazione perfetta: MailChimp + ConvertPlus, un plugin a pagamento davvero ben fatto.

Osservando l’andamento del traffico su Google Analytics, nonché il posizionamento delle keyword per cui il blog di Good Working è indicizzato, ho notato che oltre 15.000 visite organiche al mese provenivano da ricerche inerenti Instagram.

Questo mi ha fatto capire che gli utenti sono molto interessati a questo argomento e che creare una newsletter ad hoc sarebbe stata la cosa giusta da fare.

A distanza di 6 mesi dalla creazione di questa seconda e ben più specifica newsletter, quali sono i risultati? Le email inviate finora registrano tassi di apertura e di click maggiori o minori rispetto alla newsletter principale?

Guarda, non c’è proprio paragone!

La newsletter dedicata a Instagram registra dalle 3 alle 5 iscrizioni al giorno e i tassi di apertura sono altissimi: oltre il 75%. Questo ha portato sia a un aumento dei commenti sul blog, sia alla crescita delle richieste di preventivo.

Guardando al futuro, pensi di sviluppare una newsletter per ogni argomento trattato dal blog di Good Working? E se sì, è qualcosa che consiglieresti di fare a chi già possiede un blog multitematico o è in procinto di lanciarlo?

Visti i risultati, sarei uno sciocco a non seguire questa strada.

Oggi come oggi siamo bombardati dalle informazioni, ed è quindi fondamentale offrire contenuti mirati e vicini ai reali interessi degli utenti.

Consiglio, quindi, di adottare questa soluzione a coloro che desiderano fare il salto di qualità e portare il proprio blog o sito multitematico a un livello successivo.

La verticalità paga, e anche bene

Giunti al termine di questa intervista, mi auguro che le parole di Giuseppe vi abbiano fatto capire quanto sia vantaggioso e proficuo essere verticali.

Si sente spesso parlare dell’importanza di identificare e raggiungere la propria nicchia di interesse, ma è altrettanto importante far sì che gli utenti conquistati continuino a percepire il proprio lavoro e i propri contenuti come di valore.

Questo, nel caso di uno strumento come la newsletter, può essere fatto offrendo un servizio tagliato su misura, il quale non solo porta giovamento a chi ne fruisce, ma anche e soprattutto a chi lo offre, generando numeri molto interessanti.

Alla prossima!


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Simone Bennati

35 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Faccio quello che porno. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
Simone Bennati

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