Il circo degli annunci di lavoro: tra ignoranza e sfruttamento

Il circo degli annunci di lavoro: tra ignoranza e sfruttamento

A.A.A. Cercasi disperatamente non-si-sa-bene-cosa

Le figure professionali appartenenti al mondo del digital sono a dir poco numerose e spesso si fa una certa fatica ad inquadrare e definire con chiarezza in cosa consista il lavoro di ognuna.

Basti pensare, ad esempio, al tipico errore dato dal confondere un Social Media Manager con un Community Manager. Due figure che, di fatto, di simile hanno soltanto il nome.

Il problema sorge quando a fare confusione sono quelle realtà che, pur operando nel settore, dimostrano di non avere idea di quali siano le diverse professionalità, né in cosa si differenzino.

Il risultato di tale disordine è rappresentato, ad esempio, dalla miriade di annunci in cui una figura A (es. grafico) viene cercata per coprire ruolo un ruolo B (es. web designer) o nei quali è richiesto che il candidato abbia conoscenze che spaziano da un estremo all’altro, dalla grafica vettoriale alla programmazione in Java, passando per la SEO.

La ciliegina sulla torta, infine, è rappresentata dagli annunci di quelle aziende che, pur sapendo cosa distingue un copywriter da un grafico, puntano a trovare qualcuno che si occupi di tutto: dall’ideazione di un progetto alla sua promozione, passando per lo sviluppo e la gestione.

Una strategia, questa, che mira all’abbattimento dei costi e che si fonda sulla speranza che, magari in una bella giornata di sole, si presenti alla propria porta il cosiddetto “omino tuttofare”.

In questo articolo voglio quindi mostrarvi un esempio di quello che è il tipico annuncio con il quale un’azienda, invece di mettersi alla ricerca di TOT profili, si augura di trovare qualcuno che sia disposto a svolgere le diverse e numerose attività di cui necessita.

So far tutto o forse niente, da domani si vedrà [cit.]

Come detto poc’anzi, quando ci si trova di fronte ad un annuncio di lavoro riferito al settore del digital, la linea rossa che divide l’ignoranza dall’avarizia è piuttosto sottile.

Talmente sottile che, a volte, non si riesce a capire se la vasta gamma di skills che l’azienda richiede al candidato sia dovuta al fatto che questa non sa distinguere le une dalle altre o se, come molto più spesso accade, punti a portarsi a casa un povero Cristo che funga da factotum.

Guardando a questo secondo caso, l’annuncio che ho deciso di mostrarvi rappresenta, a mio parere, un validissimo esempio di “caccia al tuttofare”:

Annuncio di lavoro

Ora, io so benissimo che il Social Media Manager è colui che, dal punto di vista dell’attività sui social, “gestisce la baracca”, ma questo non significa che gli si possa affidare la qualsiasi…

In particolare, i punti che in questo annuncio hanno destato in me qualche perplessità sono 5:

  • “Gestire profili social in ottica business, producendo conversazioni con la fan base, sviluppando iniziative di engagement e gestendo in prima persona la community”. Correggetemi se sbaglio, ma, stando a quanto mi risulta, per gestire una community, specie se molto numerosa, ci vuole un Community Manager, e non un Social Media Manager.
  • “Copertura social di eventi (live tweet e aggiornamento live canali Instagram, Facebook, Youtube, LinkedIn)”. Se a fare il live degli eventi ci metti un Social Media Manager, molto probabilmente significa che sotto di sé non avrà nessuno a cui demandare il lavoro. E come fa un SMM ad occuparsi delle strategie, delle analisi e dei report se contemporaneamente deve mettersi anche a fare il live tweeting? Non ci siamo…
  • “Ideazione e sviluppo di contenuti originali e di alta qualità”. Tralasciando la formula “originali e di alta qualità”, la quale lascia il tempo che trova, cosa si intende con “sviluppo di contenuti” ? I cotenuti sono testuali, visuali (immagini e video) e, se pur rarissimamente, anche audio. Se deve mettercisi il SMM a farli, così come detto per il punto precedente, significa che forse sotto di lui non avrà né un grafico, né un copywriter. Indi per cui, altro lavoro per lui.
  • “Comprovata e approfondita conoscenza del community management dei principali Social Media (Facebook, Twitter, Instagram, Google+, LinkedIn, Tumblr, Pinterest) e delle loro carattersitiche funzionali in ottica business”. Da notare, in questo caso, che viene prima detto che la figura ricercata si occuperà di “pianificare un content strategy per i social media (Facebook, Twitter, Instagram e Youtube)“, ma che poi è richiesta comprovata e approfondita conoscenza del community management anche di Tumblr e Pinterest, mentre invece scompare YouTube. Oh, ragazzi: metteteve d’accordo. Sapere quali piattaforme si andranno ad utilizzare e quali no è fondamentale per un candidato. Io, ad esempio, Tumblr non lo uso e quindi, leggendo che ne è richiesta la conoscenza, mi sentirei automaticamente tagliato fuori.
  • “Ottima capacità di copywriting”. Ecco che torniamo al punto 3, ovvero “ideazione e sviluppo di contenuti originali e di alta qualità”. Il fatto che vengano richieste ottime capacità di copywriting mi conferma indirettamente che no, non avrei alcun copywriter sotto la mia supervisione. Quindi “originalità e qualità” sì, ma fino ad un certo punto…

Questi, sostanzialmente, i 5  punti che in questo specifico annuncio mi hanno lasciato perplesso, ai quali aggiungo anche il fatto che, essendo la figura cercata destinata ad una agenzia di comunicazione digitale, è altamente probabile che il poveretto dovrà occuparsi di più clienti, ovvero si troverà a svolgere tutto questo popò di roba su più fronti. Contemporaneamente.

Non so voi, ma, stando così le cose, a me balena in mente la conclusione di un noto brano di Elio e le Storie Tese, la quale recita: Mi vuoi mettere una scopa in culo così ti ramazzo la stanza?’“.

Alla prossima!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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  • Be’, io sarei anche disposto a svolgere tutti questi ruoli… purché il compenso fosse moltiplicato di conseguenza 😀

    Scherzi a parte, questa è l’ennesima prova di come quasi tutte le professioni 2.0 siano ancora considerate come hobby un po’ troppo cresciuti, quasi ti facessero un favore a retribuirti per scrivere due cose al computer