Se copi dai Social, fai più danni di quanto pensi

Se copi dai Social, fai più danni di quanto pensi

Copiando crei un danno. Lo sai, vero?

Sui Social, si sa, all’aumentare della propria rete di contatti, aumenta anche le possibilità di essere notati e quindi scelti per curare uno specifico progetto o svolgere una particolare attività.

D’altronde il fine del Personal Branding è esattamente questo: rendersi visibili, in modo tale che gli altri possano “intercettarci” e, se la situazione lo consente, prenderci in considerazione.

In tal senso, produrre contenuti e condividerli con i propri canali social è uno dei metodi più efficaci per attirare l’attenzione su di sé. Una dinamica, questa, che da un lato spinge i più creativi e laboriosi a produrre idee sempre nuove e ad affinare la propria capacità comunicativa, mentre dall’altro dà luogo a “furti” e “scopiazzamenti” a volte oltremodo palesi ed imbarazzanti.

Circa due mesi fa, ho pubblicato su LinkedIn una breve riflessione nella quale esprimevo quella che è la mia visione del lavoro e di come questo dovrebbe incidere nella vita di un uomo.

Qualche settimana dopo, grazie alle segnalazioni di alcuni amici, ho ritrovato quella stessa riflessione in un post di un altro utente di LinkedIn, nonché su alcune Pagine Facebook.

Sui Social, fatti del genere sono all’ordine del giorno, ma la vera domanda è: chi si appropria dei contenuti altrui e li ripropone come propri, si rende conto del danno che provoca?

Di contatti mancati ed occasioni perse

Copiare dai Social è facile, così come è facile far perdere le tracce dell’autore di un contenuto.

Data la superficialità con la quale utilizziamo Facebook & Co., è sufficiente che un solo anello della catena “si dimentichi” di citare la fonte per far sì che quelli successivi facciano altrettanto.

Questo non solo priva l’autore della visibilità che gli spetterebbe, ma fa sì che a godere dei vantaggi derivanti dalla stessa siano coloro che, post dopo post, si sono limitati a “copiaincollare”.

Nell’episodio che ho raccontato poc’anzi, ad esempio, quante richieste di contatto avrà ricevuto l’utente di LinkedIn che ha copiato la mia riflessione? E se un giorno dovesse arrivargli un’interessante opportunità proprio da uno di questi nuovi contatti? Io come dovrei rimanerci?

Perché è questo il vero danno causato da chi si appropria dei contenuti altrui: il negare agli autori degli stessi tutta quella serie di possibili agganci ed occasioni di cui avrebbero potuto godere e che rappresentano il principale obiettivo della propria attività di Personal Branding.

E se vivi della tua visibilità, tale danno è tutt’altro che insignificante.

Tutto è bene quel che finisce benino

Dopo giorni di silenzio ed un discreto numero di commenti negativi, molti dei quali lasciati da utenti accortisi del palese copia e incolla, l’utente di LinkedIn che ha “riproposto” la mia riflessione ha ritenuto opportuno modificare il suo post e citarmi come fonte della stessa.

Un gesto, questo, per il quale ho già ringraziato, ma che comunque mi restituisce solo parte della visibilità di cui avrei potuto godere. Il tutto a causa di un banalissimo eccesso di leggerezza.

Alla prossima!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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