Facebook Ads: se un’interazione costa poco è perché vale poco

Facebook Ads: se un click costsa poco è perché vale poco

Chi meno spende, meglio spende?

Una volta, quando ancora non capivo nulla di pubblicità su Facebook, mi emozionavo anche io nel vedere che le interazioni ottenute dai post che sponsorizzavo raggiungevano un costo bassissimo. Spendere 0,01€ ad interazione era il mio obiettivo e riuscire a tenermi ancor più basso significava spianarmi la strada verso l’Olimpo degli inserzionisti.

Ad oggi i parametri sui quali mi baso al fine di stabilire se una campagna funziona oppure no sono totalmente diversi: non è, infatti, il costo della singola interazione il fulcro delle mie valutazioni, ma la possibilità che a questa faccia seguito una 2° azione da parte dell’utente, come può esserlo la partecipazione ad un evento o l’acquisto di un prodotto.

Il perché di questo cambio di visione è semplice: ho capito che è in base a tale possibilità che Facebook fa il prezzo e che, se un’interazione costa poco, è perché vale poco.

Provo a spiegarvi il mio ragionamento con un esempio…

Anna e Mario: una storia d’amore (per i click)

Mettiamo il caso che stia organizzando un evento su Roma nel quale si parlerà di Social Media Marketing e che decida di sponsorizzarlo su Facebook puntando a 2 differenti tipi di pubblico:

  • Un post sarà rivolto agli utenti di tipo “Anna”, ovvero persone residenti in tutta Italia, con un’età compresa tra 18 e i 50 anni ed interessate al Web in generale;
  • L’altro, invece, sarà indirizzato ad utenti di tipo “Mario”, ossia i Social Media Manager e Social Media Specialist residenti a Roma e provincia, aventi tra i 25 e i 40 anni ed interessati al Digital Marketing e alle più diffuse tematiche affini.

Ora, a parità di budget, quale dei 2 post, secondo voi, otterrà più interazioni?

L’esperienza mi porta a pensare che sarà il 1°, in quanto ho definito un pubblico estremamente più ampio, il quale genererà numerose interazioni a basso costo.

“Un successone!”, direbbe qualcuno, ma la realtà è però molto diversa…

Vuoi macinare “Mi piace” o portare gente all’evento?

Al fine di comprendere come stanno veramente le cose, poniamoci 2 domande:

  • Quante possibilità ci sono che un utente di tipo “Anna” partecipi all’evento?
  • E quante, invece, quelle che a farlo sia un utente di tipo “Mario”?

Logica vuole che sia estremamente più probabile che a presentarsi siano i “Mario”, cosa che Facebook sa e che lo spingerà a stabilire un costo per interazione tutt’altro che esiguo.

D’altronde Mark Zuckerberg non è mica un benefattore: le intereazioni “bone”, ovvero quelle generate dagli utenti meglio selezionati, se le fa pagà care. Ed è ovvio che sia così.

Hai ottenuto i “Mi piace” che volevi. E adesso?

In conclusione, se si punta a vedere millemila like sotto ai propri post sponsorizzati e si agisce “sparando sulla folla”, allora poi non ci si può lamentare se all’evento promosso non si presenta nessuno o il prodotto promosso non viene acquistato.

Definire e raffinare il pubblico che visualizzerà un post sponsorizzato è un’attività fondamentale e le interazioni generate da questo hanno un costo ovviamente più elevato.

Se siete tra quelli che puntano al mero ottenimento di like perché amate trastullarvi guardando i numeri crescere, accomodatevi pure. A tutti gli altri, invece, consiglio di concentrarsi sull’ottenimento di obiettivi più concreti e di sposare quanto prima l’idea che per raggiungerli sarà necessario pagare allo zio Mark il giusto compenso.

Alla prossima!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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  • Giusto quanto dici!
    I like servono solo all’ego personale, cioè a un bel nulla!!!