I clienti non rispettano te e il tuo lavoro? Colpa tua!

I clienti non rispettano te e il tuo lavoro? Colpa tua!

Chi è causa del suo mal, pianga se stesso

Mi capita sempre più frequentemente di leggere gli sfoghi e le invettive, a volte decisamente sprezzanti, di chi si occupa di comunicazione digitale o è comunque impiegato in settori affini.

Ad essere oggetto degli stessi sono quasi sempre i clienti, i quali, spesso e volentieri, sembrano assumere atteggiamenti irrispettosi e prepotenti nei confronti del professionista di turno.

Ebbene, vi svelo un segreto: se un cliente arriva a prendersi certe libertà, dimostrando di non avere alcun rispetto, è perché gli viene permesso di farlo. E chi glielo permette siete voi.

Il rispetto è alla base del successo, tuo e degli altri

Indipendentemente dal ruolo ricoperto dal singolo individuo, ho sempre pensato che alla base di un rapporto professionale sano debba esserci un elemento ben preciso: il reciproco rispetto.

Un professionista che non rispetta il proprio cliente, infatti, non è considerabile un buon professionista; allo stesso modo, un cliente che non rispetta il professionista al quale ha deciso di affidarsi non è classificabile come un buon cliente.

Vien da sé che, in assenza di rispetto reciproco, la prima a risentirne è la qualità del lavoro: il rispetto, infatti, è il fondamento di ogni rapporto interpersonale e se una delle due parti pensa di non doverne all’altra, allora le cose non potranno che mettersi male.

“La gente vuole il gol” [cit.]

Dal punto di vista di un professionista della comunicazione digitale, essendo questa una materia giovane (anche se, di fatto, non lo è per niente) e sconosciuta, riuscire a guadagnarsi il dovuto rispetto non è per niente semplice. Quante volte, ad esempio, abbiamo sentito parlare della figura del Social Media Manager come quella di uno che “gioca tutto il giorno su Facebook”?

Il motivo è che la comunicazione digitale, oltre a non avere una sua concretizzazione sul piano materiale (non porta alla realizzazione di case o automobili), è anche estremamente nuova e questo lascia ampio spazio all’immaginazione di chi non conosce il web e i suoi strumenti.

Se si vuole essere rispettati, dunque, bisogna innanzitutto prendere coscienza di questa diffusa forma di ignoranza e agire in modo tale che il valore del proprio lavoro sia comunque tangibile.

Portare risultati, quindi, è e sempre sarà il miglior modo per conquistarsi il rispetto degli altri.

Ma cosa fare “prima”, ovvero all’inizio del lavoro e durante lo svolgimento dello stesso?

Chi pecora si fa, il lupo se la mangia

È vero che non si finisce mai di imparare, ma se siete certi di quello che fate e di come lo fate, allora dovete essere i primi a stabilire delle regole, nonché a far sì che queste vengano rispettate.

Dire di no, spiegando perché lo si fa, a chi vi chiede di svolgere attività inutili o vuole risultati impossibili, va fatto; pretendere che gli impegni presi vengano rispettati, dagli orari degli appuntamenti fino alle scadenze dei pagamenti, va fatto; essere disponibili, ma non a disposizione del cliente, come sottolinea anche Rudy Bandiera in questo post, va fatto.

Potrei andare avanti ancora per molto, ma il messaggio che accomuna tutte queste attività è che se non ti fai rispettare, nessuno lo farà per te e nessuno, quindi, ti rispetterà.

Indi per cui, se vi sentite continuamente vessati e “strapazzati” dai vostri clienti, probabilmente è perché non avete stabilito delle regole o non avete preteso il rispetto delle stesse.

Cominciate a rispettare voi stessi, se volete che gli altri rispettino voi.

Alla prossima!


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33 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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