10 cose che fanno gli sfigati su Twitter

10 cose che ti rendono uno sfigato su Twitter

La libertà di movimento: passi avanti e passi falsi

Non mi stancherò mai di ripeterlo: viva la libertà, in tutte le sue forme.

Un mondo in cui si è liberi di pensare, amare, credere, scegliere ed esprimersi è l’unico mondo in cui valga veramente la pena vivere. “Tutto il resto è noia”, come cantava Franco Califano.

Tuttavia, e questo penso sia innegabile, esistono determinati comportamenti che potrebbero metterci in cattiva luce e rivelarsi, quindi, controproducenti per la nostra immagine.

Da questo punto di vista, Twitter offre una vasta gamma di esempi negativi…

Piattaforma che vai, sfigati che trovi

Quando si parla di scambi online tra individui che non si conoscono, Twitter rappresenta l’ambiente di studio ideale ed è proprio questo a rendere l’analisi intrigante e formativa.

Essendo iscritto alla piattaforma sin dal 2009, la varietà di comportamenti che ho avuto modo di osservare in quasi 10 anni di tweeting matto e disperatissimo [semi cit.] è a dir poco sconfinata.

Eccovi, quindi, le 10 cose su Twitter che, se provi a farle, faranno di te uno sfigato.

Copiare i tweet di altri

Non potevo che iniziare questa lista dando il massimo del risalto a quello che, come facilmente immaginabile, è il comportamento da sfigati per eccellenza: il copia-e-incolla dei tweet.

Su Twitter, si sa, uno dei modi migliori per guadagnare rapidamente visibilità e follower è essere brillanti e creativi. Ne consegue che, coloro che sono dotati di una buona dialettica, sono destinati a diventare vittime dei famigerati “avvoltoi”, ovvero utenti senza scrupoli che, essendo dei patetici semianalfabeti, “rubano” i tweet degli altri, spacciandoli poi come propri.

Se l’inferno esistesse veramente, un girone sarebbe tutto per loro.

Mettere like (“cuorare”) ai propri tweet

Premesso che avere stima di sé è cosa buona e giusta, mettere “Mi piace” ai propri tweet ha come unico risultato quello di farci apparire tristi e soli. Parecchio tristi e soli…

Molto meglio, quindi, evitare di apporre cuori su ciò che noi stessi abbiamo twittato: i follower ci osservano ed essere pizzicati a fare una cosa del genere può costare molto caro!

Scrivere in DM cose tipo: “Ciao! Seguimi anche su…”

Della tristissima e fastidiosa abitudine di invitare ad essere seguiti altrove ho parlato già in un post di qualche tempo fa, ma il fenomeno sembra comunque non dare cenni di cedimento.

La domanda che voglio porre a coloro che adottano questa strategia è: ma vi porta qualcosa? Perché la figura del povero sfigato è inevitabile, quindi deve valerne veramente la pena…

Dire a qualcuno cosa può twittare e cosa no

Questo è il mio “peccato di sfiga” preferito…

Capita spesso, infatti, che, dopo aver twittato qualcosa, venga contattato da utenti particolarmente “sensibili”, i quali si sentono in diritto di dirmi cosa posso o non posso twittare.

Twitter, nel caso in cui ve lo siate dimenticato, è una piattaforma libera, nel senso che ognuno può twittare il cazzo che gli pare, a patto che si prenda la responsabilità di ciò che scrive.

Questo significa che, se nel contenuto del tweet non si configura alcun reato, allora questo ha piena ragione di esistere e di circolare. Indi per cui mettete da parte il vostro spirito da “giustizieri della rete” e andatevene affanculo.

Scrivere in DM chiedendo di essere votati

Simile a quella vista nel punto 3, la pratica di inviare DM per raccogliere voti è particolarmente in voga tra coloro che partecipano a concorsi, online contest e menate del genere.

La cosa più triste è vedere che ad adottare tale metodo sono soprattutto quegli utenti che nella bio si dichiarano “esperti” di qualcosa, come la fotografia, il copywriting e arti affini.

La domanda è: ma se sei esperto di fotografia, allora perché vai in giro ad elemosinare voti in DM? Non è che, “tante le volte”, in realtà sei solo una pippa come tanti altri?

Seguire qualcuno per essere seguiti a propria volta

Quante volte avete letto la frase “Seguimi e ti seguo”?

La cosa che più fa incazzare del gioco del follow/followback è che, spesso e volentieri, coloro che lo portano avanti tradiscono la loro promessa e, una volta ottenuto ciò che vogliono, smettono di seguire gli utenti caduti nella loro trappola.

Purtroppo a fare il giochetto del “seguimi e ti seguo” sono anche molte aziende, ovvero profili che rappresentano brand e che dovrebbero dare l’esempio di come si crea un vero seguito.

È triste vedere un’azienda che si comporta in questo modo. Molto triste.

Scrivere nella bio di essere “esperti” di qualcosa

Già nominato un paio di punti più sopra, l’autocertificarsi esperti di qualcosa è quanto di più grottesco, ridicolo e “da sfigato” si possa fare. E nell’affermarlo vi giuro che non esagero.

Il fatto è che aver infilato un paio di volte il naso nella fica non fa di voi dei ginecologi e che solo gli altri possono giudicare il vostro livello di preparazione.

Inoltre, definirsi esperti è tremendamente spocchioso. Indi per cui, “Fly down, my friends”.

Farsi promotori di cause che non si conoscono

Sui Social Network, si sa, esce una causa al giorno per la quale lottare e su Twitter è particolarmente semplice ergersi a paladini del fenomeno del momento.

Il problema è che, prima di parlare, bisognerebbe conoscere ciò di cui si parla…

State attenti, dunque, perché se vi mettete a difendere a spada tratta questo o quel principio a colpi di tweet, ma poi venite beccati impreparati, fate ‘na figura demmerda che la metà basta.

Commentare un tweet senza averlo prima letto

Ricordo che mia madre mi ripeteva sempre: “Prima di fare domande, abbi cura di leggere tutto il materiale che ti viene fornito. Solo in questo modo eviterai di perdere e di far perdere tempo.”

Ecco perché chi commenta un tweet senza prima averlo letto non può che essere uno sfigato.

Avete idea di quanti utenti commentino i tweet con i quali condivido gli articoli di questo blog? E riuscite ad immaginare quanti di questi lo fanno dopo aver letto soltanto il titolo?

Ecco, stendiamo un velo pietoso. È meglio.

Infilarsi nelle conversazioni per spammare

“Last but not least”, il punto in cui si riconosceranno tutti gli “spammoni” all’ascolto.

Twitter, come tutti i Social Network, è un potentissimo strumento di promozione, grazie al quale chiunque può far sentire la propria voce e far viaggiare sulla Rete il proprio messaggio.

Il problema è che alcuni non hanno il senso della misura e approfittano delle conversazioni degli altri per infilarci dentro i loro link (di merda) o le loro pubblicità (di merda anche quelle).

Il più delle volte si tratta di gente che crede che farsi promozione attraverso i Social significhi esattamente questo, ma in realtà sono solo dei poveri stronzi a caccia di click e visibilità.

Andate a studiare da chi ne sa più di voi e tornate solo quando avrete finito, sfigati!

10 e non più di 10

Come avrete sicuramente notato, se non si desidera essere etichettati come degli sfigati bisogna stare attenti ad un sacco di cose, affidandosi al buonsenso e al ragionamento.

Mi auguro, quindi, che attraverso le considerazioni affrontate in questo decalogo riusciate finalmente a distinguere la sottile linea rossa che divide il bene dal male.

Farlo è importante non solo per voi, ma anche e soprattutto per chi avrà a che fare con voi.

Alla prossima!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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