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3 modi sicuri per far allontanare le persone da te e dal tuo brand

  • Simone Bennati
  • 18 Giugno 2018
  • 3 minute read
3 modi sicuri per far allontanare le persone da te e dal tuo brand
Indice dei contenuti
  1. Non utenti, ma persone
  2. Anche il Social ha i suoi comandamenti
    1. Non ingannare il prossimo tuo
    2. Non ignorare le richieste d’altri
    3. Non esasperare chi ti segue
  3. Tutti i rapporti sono umani

Non utenti, ma persone

Chi segue questo blog si sarà sicuramente accorto che, oltre ad affrontare questioni di tipo tecnico, condivido spesso anche esperienze e riflessioni personali, nella speranza che queste fungano da stimolo a chi desidera migliorare la propria presenza sul web.

Oggi, rimanendo sull’onda di questo filo conduttore, vorrei parlarvi di una serie di atteggiamenti che sui Social Media sarebbe meglio evitare, in quanto potrebbero deludere, amareggiare o addirittura fare incazzare il proprio pubblico.

In particolare, l’esperienza e l’osservazione mi hanno suggerito che sono almeno 3 le sensazioni che potrebbero spingere gli utenti ad allontanarsi da un brand, un’azienda o un personaggio: il sentirsi ingannati, ignorati o esasperati.

Vediamo, quindi, come dare il peggio di sé attraverso alcun esempi…

Anche il Social ha i suoi comandamenti

Se quella del Social Media Marketing fosse una religione e volessimo scrivere i 10 comandamenti del perfetto brand online, potrei già suggerire i primi 3. Ovvero:

Non ingannare il prossimo tuo

Quando si tratta di convincere l’utente a mettere “Mi piace” a un post o a cliccare su un link, certi soggetti si inventano qualsiasi cosa.

Un esempio tipico è quello degli pseudo-coach e delle pseudo-agenzie che, in cambio di un click e dell’indirizzo email dell’utente, permettono di scaricare guide e manuali miracolosi, ovvero roba tipo “Come guadagnare millemila euri in un mese lavorando da casa per meno di mezz’ora al giorno“.

Quando un contenuto è così presentato, l’utente un po’ ingenuo non può fare altro che cliccare e lasciare fiducioso il proprio indirizzo email. Peccato, però, che il 99% delle volte ciò che andrà a scaricare sarà un PDF pieno zeppo di supercazzole, frasi motivazionali e inviti a iscriversi a fantomatici corsi.

Fare questo significa ingannare il prossimo, ovvero una cosa che un brand intelligente non farebbe mai. Ingannare il prossimo, infatti, è il modo migliore per fare incazzare gli utenti della Rete e fottersi la reputazione.

Non ignorare le richieste d’altri

Prendiamo un caso tipico, ovvero quello di un post pubblicato dalla Pagina Facebook di un’azienda e nel quale figurano:

  • L’immagine di un prodotto
  • Due righe di descrizione
  • Una call to action tipo “Per info e prezzi cliccare qui” seguita da un link

Cosa succede a questo punto?

Succede che 3/4 degli utenti che commenteranno il post lo faranno ponendo domande del tipo: “Quanto misura?” oppure: “Quanto costa?”.

Ora, per quanto io sia perfettamente consapevole dello scoramento che cotanta superficialità può provocare in un Social Media Manager, mi capita piuttosto spesso di constatare che non ci sia nessuno a rispondere alle domande di quei poveri Cristi e che le stesse rimangono inevase anche per giorni, se non addirittura settimane.

Come facilmente intuibile, l’utente commentatore non potrà che sentirsi ignorato dal brand che ha pubblicato il post e questo, così come nel caso precedente, potrebbe spingerlo a rivolgersi ad un’azienda concorrente.

Vale veramente la pena correre un rischio del genere?

Non esasperare chi ti segue

Sei un professionista piuttosto noto all’interno del tuo settore e hai appena finito di scrivere il tuo nuovo libro. Bravo, è una bella cosa. Una cosa importante.

Il giorno antecedente l’uscita pubblichi un post su Facebook in cui annunci il lieto evento. Quello seguente, invece, la foto di un amico che ha acquistato il libro.

Passano meno di 24 ore e dedici di pubblicare una seconda foto delle stesso tipo. Il giorno dopo un’altra. E poi un’altra. E un’altra ancora… E così via per un mese.

“Bravo, eh. Bravissimo. Però hai rotto er cazzo! E m’è pure passata la voglia di leggere il tuo libro”. Ecco cosa penserà chi ti segue se lo martelli con la promozione.

Perché va bene presentare un nuovo prodotto/servizio o il frutto di un lavoro personale, ma guai a esasperare il proprio pubblico. Si ottiene l’effetto contrario.

Tutti i rapporti sono umani

Pensate per un attimo ai 3 punti appena visti e chiedetevi se non sono gli stessi motivi che possono spingere una persona a prendere le distanze da un’altra.

Se una persona la inganni, quella se ne va. Se una persona la ignori, quella se ne va. Se una persona la porti all’esasperazione, quella se ne va. E fa bene.

I rapporti, per poter funzionare ed essere reciprocamente profittevoli, devono essere umani anche tra utenti e brand, con il rispetto a fare da fondamenta.

Non è difficile, bisogna solo ricordarsi che siamo prima di tutto persone.

Simone Bennati

43 anni portati splendidamente. Romano de Roma. Ex Grafico e Web Designer, oggi Social Media Manager e Copywriter per aziende e professionisti. Birretta? 🍺

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