Qual è l’orario migliore per condividere sui social network?

Qual è il momento migliore per condividere sui social?

L’importante non è il “quanti”, ma il “cosa”

Stamattina, mentre leggevo l’ennesimo “manuale del giovane blogger”, arrivato al punto in cui venivano illustrati gli orari migliori in cui postare sui social, è sorta in me una domanda: “Possibile che l’unico parametro tenuto in considerazione da queste analisi sia il numero di utenti mediamente connessi? E “lo stato d’animo medio”, allora? Dove lo mettiamo?”.

Con “stato d’animo medio” intendo lo stato d’animo in cui, stando alle osservazioni maturate, dovrebbero trovarsi gli utenti nei diversi momenti della giornata.

Un parametro, questo, che tengo in altissima considerazione e che influenza da sempre la mia attività di comunicazione e condivisione sui Social Network.

Su Twitter, ad esempio, il momento in cui mi viene più facile cazzeggiare è la sera, ovvero quando, come molti altri, la giornata lavorativa me la sono lasciata ormai alle spalle. Lo stesso potrei dire dei miei follower, i quali mi hanno dimostrato di essere molto più votati al cazzeggio di quanto non lo siano, ad esempio, alle 11 di mattina o nel tardo pomeriggio.

Per la stessa ragione, alla sera evito di condividere contenuti che parlino di tecnologia, social media e tematiche affini: gli utenti con i quali ho a che fare, infatti, a fine giornata se ne fregano di queste cose, esattamente come me ne frego io.

Date a Cesare quel che desidera

Giunti a questo punto, credo sia giusto porsi almeno 2 domande:

  • Perché, invece di basarsi sulla quantità media di utenti online, non organizzare il proprio piano editoriale pensando al presunto “stato d’animo medio”?
  • Cosa ci facciamo con le masse se queste, nel momento in cui decidiamo di proporre un contenuto, non sono mentalmente predisposte a riceverlo?

L’invito, lo avrete capito, è quello di tenere sempre in considerazione le abitudini del proprio target, specie quando si ha la necessità di presentare qualcosa di veramente importante.

Meglio un pubblico di dimensioni modeste, ma potenzialmente predisposto a ricevere uno specifico contenuto, piuttosto che un pubblico ampio che in quel momento ha altro per la testa.

Alla prossima!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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