I fakebot di Twitter: come individuarli e farli fuori

I fakebot di Twitter: come individuarli e farli fuori

Pulizie (digitali) di primavera

La scrematura di follower (utenti che ci seguono) e following (utenti che seguiamo) di Twitter è una di quelle attività che andrebbero svolte con cadenza regolare.

In particolare, la rimozione di contatti inutili e/o dannosi permette non solo di godere di una timeline più pulita, ma anche di poter contare su un seguito genuino e realmente attivo.

A tale proposito, sono certo che molti di voi hanno sentito parlare dei cosiddetti “fakebot”, ovvero account gestiti da software il cui scopo è quello di portare visibilità a specifici contenuti (pagine web, eventi, etc.) o profili Twitter appartenenti ad aziende o personaggi noti.

Ciò che non tutti sanno, invece, è che dietro al fenomeno dei fakebot si nasconde un vero e proprio mercato, il quale ogni anno porta nelle casse di sviluppatori e venditori di questi “sistemi di visibilità a basso costo” diversi milioni di dollari.

In questo articolo voglio quindi spiegarvi come si identifica un fakebot di Twitter, in modo tale che le vostre interazioni non alimentino ulteriormente questo perverso meccanismo.

Twitter Fake Bot Finder: il metal detector dei fakebot

Tra i tool utili a “sgamare” i fakebot, il più noto ed efficace è Twitter Fake Bot Finder.

Una volta accordatogli l’accesso alla nostra lista di follower e/o following, sarà infatti lui ad analizzarla e ad indicarci quali sono i fakebot che seguiamo o da cui siamo seguiti.

Nella mia ultima analisi, ad esempio, ho scoperto di seguire più di 100 fakebot, i quali, oltre ad essere accomunati da numerose caratteristiche, nelle ultime ore si erano anche “premurati” di retwittare lo stesso tweet, ovvero questo:

Con 358 retweet e 168 cuori, il qui presente tweet di @lddio ha subito destato in me qualche sospetto, tanto da spingermi a verificare quanti dei retweet fossero originati da fakebot e quanti, invece, da account gestiti da utenti in carne ed ossa.

Un controllo, questo, che ho effettuato visitando ogni singolo profilo e che mi ha portato a scoprire una verità a dir poco agghiacciante: il 51% dei retwittatori erano fakebot.

In pratica, se non stessimo parlando di un tweet, ma di elezioni, i fakebot le avrebbero vinte.

Se non puoi sconfiggerli, quantomeno difenditi

Prima di salutarci, permettetevi di farvi un invito: scegliete bene chi seguire e, prima di retwittare qualcosa, andate a guardare il profilo che ha pubblicato il tweet. Così facendo eviterete di sostenere chi cerca di guadagnare visibilità e click sfruttando i fakebot.

Alla prossima!


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I fakebot di Twitter: come individuarli e farli fuori
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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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  • Evening Star

    Ciao Simone,
    che dire? Wau!!! Ci sei arrivato in fondo!! Fantastico!
    Con più calma me lo voglio rileggere il tuo post perché ci sono vari passaggi che sottintendono interrogativi inquietanti e richiedono un’attenta riflessione, ma non sono riuscita a non commentare subito con un: 10 con lode!!

    P.S.: grazie per avermi citato! :-*

    • Ciao @disqus_m09Z8mWJou:disqus,
      come ha commentato un’altra utente direttamente su Twitter “Te sei impuntato!” 😀 Sì, me so impuntato, perché quando voglio capire una cosa, vado fino in fondo 🙂

      Troppo buona, come al solito. Citarti era il minimo che potessi fare 😉

      Un abbraccio!

  • Che poi, diciamo la verità: @disqus_m09Z8mWJou:disqus non solo è un’utente d’oro, ma ha anche la bio più bella del mondo! <3

    • Evening Star

      Buonasera Sonia,
      grazie per l’utente d’oro! Quanto alla bio, sono contenta ti piaccia,ha richiesto un grandissimo sforzo da parte mia! 😛

      Ciao Simone,
      la tua analisi mi ha sconcertato. Al tempo stesso, però, sono felice che tu ci abbia svelato una verità che ci permette di essere, in qualche modo, più consapevoli delle nostre scelte, e quindi più liberi.
      Ognuno di noi dovrebbe però fare la sua parte, sgamando questo universo di fake prima che ci sommerga!

      Un abbraccio!

      • Ciao @disqus_m09Z8mWJou:disqus,
        sono contento di essere riuscito con la mia ricerca a mettere in luce un aspetto che, almeno personalmente, reputo così importante e a renderlo chiaro anche a chi mi legge.

        Hai usato la parola giusta: consapevolezza. Se la natura dei bot fosse chiara, limpida, cristallina fin da subito, non avrei avuto nulla da scoprire e quindi nulla da dire, ma visto che questi software sono studiati appositamente per ingannare, viene meno quella che, appunto, è la consapevolezza dell’utente nell’avere a che fare con loro. E questo, non c’è bisogno di dirlo, non mi piace affatto.

        L’inganno, su qualsiasi piano lo si analizzi, è qualcosa che non tollero.

        Un abbraccio :*

        • Evening Star

          Ciao Simone,
          si è la presa per i fondelli che è intollerabile, per ragioni a noi sconosciute, tranne il fine ultimo che ben sappiamo essere di fare numeri e da qui soldi.
          Ho scoperto che un’altra caratteristica comune che li contraddistingue: non hanno PREFERITI. zero!
          Vabbé, ogni giorno aggiungiamo un tassello a questo puzzle…

          Buona giornata!!

  • Monica

    Ciao Simone !
    Nel mio piccolo ne ho beccati una cinquantina tempo fa’ ormai …. pensavo fosse perché RT tanto .
    Ma tornando al post i grandi numeri mi hanno sempre dato da pensare e favevo bene !!! Insomma i meccanismi di twitter sono più simili a quelli della vita reale di quanto pensassi … o meglio i meccanismi che sfruttano twitter !
    La cosa triste é che non penso ci sia soluzione a tutto ciò … il che può andare ” anche bene ” se hai un profilo come il mio … ma le persone che come te verranno sempre fregate ?
    La cosa é fastidiosa dato il tempo e l’impegno che tu e gli altri bloggers ci mettete 🙁

    • Ciao @disqus_Ij1eujLlKS:disqus,
      hai centrato il punto: un utente “normale” potrebbe tranquillamente fregarsene della presenza o meno di questi fakebot all’interno della sua lista di following o di followers, ma se guardiamo la medesima questione con gli occhi dell’utente “avanzato”, tipo, appunto, un blogger o un professionista del web, eh beh… Forse qualche differenza nel sentimento provato verso lo sfruttamento di certe pratiche la troviamo.

      Come ho specificato nella conclusione del post, il fenomeno dei fakebot mi preoccupa in relazione ad un possibile cambiamento delle politiche di Twitter in relazione alla modalità di visualizzazione dei post: se veramente verrà introdotto un algoritmo che deciderà cosa mostrare in TL basandosi su l’apprezzamento percepito, per quanto questa forma possa sembrare “umanistica”, saranno i numeri a fare la differenza tra chi vince e chi perde. E taroccare i numeri, come abbiamo visto, è piuttosto facile.

      Spero che i capoccia di Twitter si rendano conto per tempo della situazione che potrebbe venire a crearsi e tornino sui loro passi.

      Un abbraccio :*

      • Monica

        Auguriamocelo davvero Simone !!!!
        😉