Advertising sul blog: metterlo o non metterlo?

Advertising sul blog: metterlo o non metterlo?

Internauti vs. Editoria online

Nel post Addio alla pubblicità su Facebook e Yotube con Adblock ho affrontato il tema dell’advertising dal punto di vista dell’utente, consigliando un add-on per browser chiamato AdBlock, il quale impedisce la visualizzazione dei banner pubblicitari ospitati nelle pagine web.

Ho dunque scelto di presentare l’advertising come se questo rappresentasse un problema.

Potete immaginare quali siano state le reazioni a questo post: da un lato ho ricevuto l’approvazione del cosiddetto utente medio, ovvero colui che utilizza internet esclusivamente per informarsi e/o svagarsi e che vive la pubblicità online come un fastidio; dall’altro sono invece arrivate le osservazioni di chi con l’advertising online ci vive e che vede AdBlock e fratelli come pericolosi, in quanto capaci di portare alla morte dell’editoria online.

Sappiamo tutti, infatti, quale sia il peso dell’advertising per le casse dei produttori di contenuti per il web: per molti non si tratta solo di un introito, ma dell’unica fonte di sostentamento.

Alla luce delle discussioni intraprese e portate avanti, la domanda che oggi mi pongo è:

In quale misura un blogger come me, autore e gestore di un piccolo blog come bennaker.com, dovrebbe fare affidamento sull’advertising online?

“Che aspetti a mettece la pubblicità?” [cit.]

Come alcuni di voi sapranno, questo blog esiste da poco più di 6 mesi. Un arco di tempo nel corso del quale mi sono concentrato sulla qualità dei contenuti e sull’ottimizzazione del loro impatto sui social media, senza mai guardare a quello che era il ritorno economico.

Se sono stato in grado di fare questo è solo perché non scrivo per vivere e quindi posso permettermi certe libertà. Una situazione senza ombra di dubbio comoda, della quale sono perfettamente consapevole e che mi auguro duri a lungo.

Ciononostante, alcuni di quelli che seguono da vicino il blog mi spingono da sempre ad intraprendere la strada della monetizzazione via advertising, certi del fatto che, pur avendo un’audience modesta, sarei in grado di ottenere risultati più che appaganti.

Mi sono quindi buttato sullo studio dei soggetti e delle dinamiche tipiche dell’online advertising, scoprendo in breve tempo un mondo caratterizzato da sigle come SSP, DSP e RTB, nonché termini quali broker, affiliation network, direct deal, etc. etc. Tutta roba per me completamente nuova e che, devo ammetterlo, in parte è riuscita anche ad affascinarmi.

DSP, SSP e DMP

Ok l’advertising, ma il rispetto?

Terminato questo percorso introduttivo, non posso certo dirmi un esperto di online advertising, ma una cosa credo di essere comunque nella posizione di poterla affermare:

indipendentemente da quale tipo di advertising si scelga di integrare sul proprio sito, network o piattaforma, un produttore di contenuti per il web dovrebbe tenere sempre in cima alla propria scala di valori quello che è il rispetto per la propria utenza.

E con rispetto intendo fondamentalmente 3 punti:

  • Scegliere di pubblicizzare prodotti e servizi che siano il linea con l’audience del proprio spazio web e dei quali l’autore è in grado di garantire la qualità, visto che offre loro visibilità;
  • Far sì che l’utente non sia costretto a farsi strada tra i banner pubblicitari come farebbe un uomo con il machete nel mezzo della giungla, proponendo dunque un tipo di pubblicità in grado di integrarsi armoniosamente con i contenuti, senza inficiarne la fruizione;
  • Continuare a privilegiare sempre e comunque la qualità e la quantità dei contenuti, limitando allo stretto necessario la presenza di banner pubblicitari o advertising di altro tipo.

Persone, non pagine viste

Forse sarò uno dei pochi idealisti rimasti in circolazione, ma continuo comunque a dare priorità all’utente piuttosto che al guadagno, specie se quest’ultimo risulta facile e immediato (il che, spesso e volentieri, non coincide con duraturo e pulito).

Dal mio punto di vista, una realtà online costruisce la sua solidità e le sue vittorie giorno per giorno, utente dopo utente, destinando a quest’ultimo il rispetto e la considerazione che merita.

Lavorare insieme

Monetizzare non significa per forza bombardare l’utente di advertisting, anzi, se proprio devo dirla tutta, una scelta del genere non può far altro che allontanare l’utente dal proprio spazio, fino a spingerlo, paradossalmente, tra le braccia della concorrenza.

Il che, se la logica non è un opinione, è leggermente controproducente…

Per questo, se siete dei blogger che intendono portare a casa qualche soldino vendendo spazi pubblicitari, il mio consiglio è di farlo con giudizio, ovvero non spostando mai l’ago della bilancia in favore dell’advertising, ma mantenendo quello che è un sano e rispettoso equilibrio.

Guadagnare è bene, farlo nel rispetto della propria utenza è meglio.

Immagine di copertina tratta da net-uno.eu
Immagine "SSP, DSP e DMP" tratta da orbitsoft.com
Immmagine "Mani" tratta da millenniumhotels.co.nz

Se ti è piaciuto questo post, aiutami a condividerlo sui Social Network!

Advertising sul blog: metterlo o non metterlo?
5 (100%) 8 votes
Simone Bennati

Simone Bennati

35 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Faccio quello che porno. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
Simone Bennati

Domande? Commenta l'articolo!

Potrebbero interessarti anche...