Un blog, 3 tipi di post: SEO, social e SEOcial

Che tipo di post scrivo? Un "post SEO" o un "post social" ?

Che tipo di post faccio? SEO, social o SEOcial?

Questa la domanda che mi pongo subito prima di mettermi a scrivere un nuovo post.

Una domanda che potrebbe sembrarvi priva di senso, ma che in realtà mi è indispensabile al fine di gettare le fondamenta di ogni nuovo articolo.

State tranquilli: non è mia intenzione ammorbarvi con la descrizione passo passo di quello che è il mio metodo di lavoro. Ciò che desidero fare, piuttosto, è mostrarvi la differenza tra le 3 categorie di post che vedete citate nel titolo, ovvero “post SEO”“post social” e “post SEOcial”.

Tre categorie molto diverse tra loro, ma tutte ugualmente utili a garantire il conseguimento del medesimo risultato: il costante e omogeneo aumento della visibilità del blog.

Vediamo dunque in cosa differiscono e perché ognuna è così importante.

I “post SEO”

“Post SEO” è il nome con il quale mi riferisco a tutti quei post che, in base alle mie previsioni, una volta pubblicati riusciranno ad ottenere un buon posizionamento su Google, in quanto trattano argomenti che, secondo il mio parere, sono molto ricercati dagli utenti.

All’intero di questo blog, il “post SEO più post SEO” che abbia mai scritto è senza dubbio quello intitolato Gli acronimi nel porno online: dalle MILF alle BBW, nel quale illustro il significato di 10 acronimi tipici del mondo del porno in rete.

Ciò che mi convinse a scrivere questo post fu il rendermi conto dell’assenza di una risorsa in lingua italiana in cui fosse contenuta la risposta a domande come “Cosa significa MILF?” oppure “Cosa significa BBW?”. Domande che, posso assicurarvelo, un pornofilo alle prime armi si pone, come testimonia anche questo screenshot…

Cosa significa MILF?

Quel che ho fatto, dunque, non è stato altro che provvedere personalmente alla realizzazione di un qualcosa che su internet mancava. Un modo di operare, questo, che richiede una buona dose di impegno, ma che sul lungo termine ripaga pienamente dello sforzo profuso.

I “post social”

A differenza dei “post SEO”, i “post social”, come facilmente intuibile dal nome, puntano tutto sulla diffusione all’interno dei social network e quindi sulle condivisioni dei lettori.

Vien da sé che, quanto decido di scrivere un “post social”, ad essere social debba essere prima di tutto l’argomento. In tal senso, ad esempio, funzionano molto bene le recensioni dei tool indirizzati al social media, come quella che ho realizzato parlando di Tweet Deck.

Sempre in ambito di “post social”, un’altra valida opzione è data del parlare del social da un punto di vista molto personale, direi quasi intimo. Tra quelli appartenenti a questo filone, il post che in assoluto ha funzionato meglio è stato Come e perché il lettore passivo uccide il blogger.

Il perché è presto detto: figurando tra i miei contatti un buon numero di blogger e copywriter, ed avendo scelto di toccare un argomento delicato come quello del rapporto tra chi scrive e chi legge, ottenere un largo numero di condivisioni è stato quasi naturale.

Attenzione, però: scrivere di blogging, di social e di tutto ciò che c’è intorno, lasciandosi andare a valutazioni e commenti personali, non assicura il successo del post.

Un post che centra l’argomento, ma lo affronta in modo superficiale, banale o sciatto, non riuscirà comunque a guadagnarsi l’interesse del pubblico, traducendosi in un flop.

Quindi date sfogo alla vostra voce interiore, ma fatelo sempre e comunque con metodo.

L’ibrido che non ti aspetti: il “post SEOcial”

Oltre ai “post SEO” e ai “post social”, considero anche una terza categoria, da me definita proprio “SEOcial” (termine che ho preso in prestito da Daniele Carollo).

I “post SEOcial” sono tutti quei post che mixano le caratteristiche tipiche dei “post SEO” con quelle altrettanto tipiche dei “post social”. Se volessimo darne una rappresentazione visiva, dunque, potremmo concepirli come l’area d’intersezione tra due cerchi parzialmente sovrapposti.

L’idea dalla quale parto per realizzare un “post SEOcial” è quella di parlare di qualcosa che ha sì a che fare con i social network, ma del quale è tipico cercare informazioni su Google.

Due esempi su tutti:

Due articoli che, come intuibile dal titolo, trattano argomenti legati al mondo dei social network, ma che rispondono a domande che un utente normalmente sottopone a Google, ovvero:

  • “Cosa sono i fakebot?”
  • “Come scaricare le foto da Twitter?”

Anche questa volta il suggeritore di Google sembra avvalorare la mia tesi.

Tanto nel primo caso…

Cosa sono i fakebot?

… quanto nel secondo.

Come scaricare le foto da Twitter

Questa doppia valenza dell’argomento mi permette di poter contare sia sugli accessi via Google, sia su quelli degli utenti provenienti dai social network.

Fai quello che ti pare, ma fallo a modo tuo

In conclusione, quello di scegliere l’argomento da trattare in base al contesto (Google o social network) in cui si desidera che il post prenda piede è solo uno dei modi con i quali è possibile principiare la realizzazione di un post.

Personalmente parlando, cerco di mantenere un certo equilibrio nella mia opera di selezione, evitando accuratamente di privilegiare una qualsiasi delle tre categorie viste. Questo perché reputo sia salutare far sì che il blog possa contare su un pubblico eterogeneo, composto tanto da lettori saltuari, provenienti in larga parte da Google, quanto da lettori affezionati, i quali arrivano soprattutto dai social network.

L’importante, come sempre, è rimanere coerenti con quello che è il tema portante del proprio spazio e con lo stile al quale abbiamo abituato i nostri lettori.

Che il post sia confezionato su misura per i motori di ricerca o sia stato concepito per viaggiare bene sui social network, poco cambia: scrivere qualcosa che sia piacevole da leggere, utile e magari pure divertente è l’unico modo per garantire a qualsiasi tipo di post un sicuro successo.

Alla prossima!


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Simone Bennati

Simone Bennati

35 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Faccio quello che porno. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
Simone Bennati

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