Condividi su diversi Social Network? Sei un Social Supereroe!

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I contenuti di valore meritano visibilità

Chi mi segue sui Social Network lo sa: ogni giorno, oltre agli articoli di questo blog, condivido anche un sacco di altra roba: risultati di indagini, grafici, editoriali, articoli di approfondimento…

Tutta roba che considero utile e di valore, dalla quale io per primo rimango positivamente colpito e che, proprio per questo, merita tutta la visibilità che sono in grado di offrire.

Eppure, nel mio modo di operare sui Social, c’è qualcosa che ad alcuni proprio non torna…

Come al solito, quello strano sono io

Volendo sintetizzare, a suscitare curiosità e sorpresa in coloro che mi osservano è il fatto che usi condividere i contenuti di altri su molteplici piattaforme social, ovvero tenda a coinvolgere nella mia attività di divulgazione tutti i profili a mia disposizione, da Facebook a LinkedIn.

Un modo di procedere, questo, che i più considerano insolito, “anormale”, e che mi porta a pormi una precisa domanda: non è che, forse, tale stupore nasce dal fatto che normalmente si tendono a condividere su diversi Social Network solo “le proprie cose”?

I torni non contano

Quello che mi rimane difficile capire è perché, tra un contenuto nato dal proprio ingegno e quello realizzato da qualcun altro, debba esserci disparità di trattamento.

Voglio dire: nel momento in cui si decide di dare visibilità ad un qualcosa, non bisognerebbe farlo sempre e comunque al massimo delle proprie possibilità? Oppure esistono casi A e casi B?

Il mio sospetto è che, nonostante le buone intenzioni, a dominare siano la pigrizia e l’ipocrisia, le quali fanno sì che, quando una cosa è nostra, ci spelliamo le mani affinché abbia il massimo risalto; quando invece non è nostra, ci limitiamo a fare il minimo indispensabile.

Sono l’unico ad avere questa impressione?

Alla prossima!


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bennaker

bennaker

35 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
bennaker

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6 Risposte

  1. Gloria Vanni ha detto:

    Ciao, Simone, e complimenti perché hai scritto un ottimo post: lo sottoscrivo dalla prima all'ultima riga. Poi, senza nessuna polemica noto che nel tuo blogroll sono presenti blogger influenti che difficilmente commentano e condividono. Come la mettiamo?

  2. Simone Bennati ha detto:

    Buongiorno Gloria 🙂

    Innanzitutto sono contento che il post sia di tuo gradimento <3 E' sempre difficile trovare comunanza di punti di vista quando si toccano aspetti così delicati e personali.

    Per quanto riguarda il mio blogroll, invece, non posso negare che gli autori che consiglio producano una notevole quantità di materiale (a mio parere) interessante. Se li ho inseriti, dunque, è perché li reputo degli ottimi informatori/intrattenitori e non dei soggetti particolarmente portati alla condivisione. Alcuni lo sono, o quantomeno hanno dimostrato e dimostrano di apprezzare i miei scritti, aiutandomi a farli circolare. Altri, invece, mi ignorano quasi totalmente… ma vabbè, come dicevo, se li segnalo è per quello che scrivono e lì mi fermo 🙂

    Grazie per aver letto, commentato e condiviso il post <3

  3. Mimma Rapicano ha detto:

    Buongiorno Simone, la frase "web veramente partecipativo" mi piace molto. 🙂
    È vero quello che scrivi, lo noto anche io che non sono un blogger ma solo un curioso "utente minestrone".
    Molti guardano solo ed esclusivamente il proprio ombelico, in certi momenti mi sembra di assistere all'onanismo mediatico. Ti assicuro che non sei tu strano, hai la pregevole trasparenza di scrivere quello che pensi, è dura in questa giungla ma alla fine resteranno solo i migliori e tu, ne sono sicura, ci sarai.
    🙂 m.

  4. Simone Bennati ha detto:

    Mimma i tuoi commenti mi lunsingano sempre, non posso nasconderlo *_*

    Alla fine dei conti, i social network sono l'ambiente ideale per coltivare "il mito di sé stessi", ma un conto è lavorare affinché ciò che produciamo possa oggettivamente essere utile agli altri, un altro è farlo solo per farsi dire "Bravo", ignorando totalmente il fatto che intorno ci siano "produttori di utilità" non da poco.

    Per quanto mi riguarda, credo, come spesso accade, che l'equilibrio sia nel mezzo. Se è vero che ormai siamo tanto consumatori quanto produttori di informazioni, allora credo sia buona norma dedicare spazio sia all'una che all'altra cosa.

    Ma questo, ovviamente, è soltanto il mio punto di vista 🙂

    Ti abbraccio e grazie :*

  5. Alessandro Casto ha detto:

    Devo dirti che io sarò pigro in maniera opposta alla tua concezione ma ho sempre condiviso più "roba degli altri che mia, e ne ho tratto grande vantaggio in molti fronti: da una parte vince chi condivide perchè dà ai suoi follower un contenuto come si deve e mette un timbro di qualità, vince il condiviso e vinco follower se qualcuno fà una condivisione della condivisione. Non mi sento proprio un eroe, solo dannatamente pigro e estremamente severo con i miei contenuti, a volte non li ritengo degni di condivisione.

  6. Simone Bennati ha detto:

    Ciao Alessandro,
    qualsiasi sia il motivo che ti spinge a condividere roba di qualità, è comunque un bene per chi ti segue. Certo, tutto mi aspettavo, tranne che alla base ci fosse il tuo essere severo con quello che realizzi…

    Rendersi conto che la perfezione è irraggiungibile e che ci sarà sempre qualcosa che non ci piace, anche quando si parla di ciò che noi stessi realizziamo, è un passo fondamentale. Altrimenti si rimane inchiodati e ci si condanna quindi all'improduttività totale! Non è forse peggio?

    🙂