Pagine social dell’azienda: meglio poche, ma ben posizionate e curate

Risorse social aziendali: meglio poche, ma bel collocate e gestite

Settordicimila profili e pagine, ma per fare che?

Quando si decide di cominciare a farsi promozione sui Social Network, si finisce spesso e volentieri con il commettere un grossolano errore: quello di autoconvincersi che, per far sì che la propria comunicazione sia efficace, si debba necessariamente aprire un profilo o un pagina su tutte le piattaforme di propria conoscenza: da Facebook a LinkedIn, passando per Twitter e G+.

In realtà, l’essere onnipresenti non è affatto garanzia di successo e lo sbarco sui social è un momento che va organizzato e gestito anche e soprattutto dal punto di vista strategico.

Puntare tutto sulla quantità espone a molteplici rischi e in questo articolo vediamo quali sono…

Come nel sesso, non è importante solo con chi lo fai, ma anche dove lo fai e come lo fai

Se da un lato è vero che Facebook, Instagram e compagnia cantante presentano volumi di utenza oltremodo importanti e che gli utenti di una piattaforma hanno spesso caratteristiche molto diverse da quelli di un’altra (età, interessi, etc.), dall’altro è altrettanto vero che, prima di imbarcarsi in un’attività di promozione così delicata ed impegnativa, sarebbe opportuno porsi quantomeno due semplici domande, ovvero:

  • Su quali piattaforme ho più possibilità di raggiungere il pubblico di mio interesse?
  • Quale tipo di investimento e di impegno sono in grado di garantire sul lungo periodo?

Quello che si dovrebbe fare in fase di avvio, in buona sostanza, è valutare con accuratezza quali sono i contesti in cui effettivamente vale la pena investire, rapportandoli razionalmente e coscienziosamente a quella che è la nostra effettiva capacità di investire in essi.

Inutile, infatti, aprire profili o pagine all’interno di piattaforme social in cui il proprio pubblico è praticamente assente; così come è inutile attivare due, tre o addirittura quattro pagine social se poi, a conti fatti, non si riesce a garantire la dovuta continuità di pubblicazione nemmeno su una.

È la smania che ti frega…

L’entusiasmo iniziale e la convinzione che si debba essere onnipresenti spingono spesso e volentieri ad effettuare scelte sbagliate, le quali, a lungo andare, potrebbero portare non solo ad un inutile spreco di energie, ma anche a situazioni potenzialmente dannose per il brand.

Pensiamo, ad esempio, a tutti quei profili Twitter di aziende che, dopo una vivace attività iniziale, vengono abbandonati e lasciati stagnare. Non è, forse, il più triste degli spettacoli social ai quali si potrebbe assistere? E come pensate che ne esca l’immagine di tali aziende?

Ecco, quindi, che, prima di mettersi in moto sui Social Network, risulti estremamente importante valutare sia le caratteristiche delle singole piattaforme, in primis dal punto di vista dell’utenza, sia quella che è e sarà la nostra effettiva capacità di stare dietro ad ognuno dei profili o delle pagine che andremo ad aprire.

Meglio una risorsa in meno, infatti, che una in più, ma inutile o poco curata.

Alla prossima!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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