Bennaker.com
  • Home
  • Chi sono
  • Cosa faccio
  • Contattami
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
Di cosa ti va di leggere?
  • Apps & Mobile (7)
  • Grafica & Web Design (6)
  • Interviste (17)
  • Lavoro (22)
  • Navigo, osservo, rifletto (25)
  • SEO (3)
  • Social Media & Copywriting (73)
  • Software (3)
  • Websites & Online Utilities (18)
Bennaker.com

Il blog di Simone Bennati

Bennaker.com
  • Home
  • Chi sono
  • Cosa faccio
  • Contattami
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Social Media & Copywriting

7 cose da considerare prima di cominciare a promuoversi sui social

  • Simone Bennati
  • 1 Maggio 2026
  • 5 minute read
7 cose da valutare prima di mettersi a fare promozione sui Social
Indice dei contenuti
  1. Promuoversi sui social: una scelta consapevole
  2. I social sono davvero lo strumento giusto?
  3. I social non aggiungono, ma amplificano
  4. Identificare ciò che ci rende unici è il primo passo
  5. Stare su tutti i social non serve, bastano quelli giusti
  6. Comunicare è un lavoro di squadra
  7. Il Social Media Manager non è un tuttofare
  8. La viralità è un imprevisto, non un obiettivo
  9. Vuoi farti promozione sui social? Posso aiutarti!

Promuoversi sui social: una scelta consapevole

Gli imprenditori e professionisti che desiderano promuoversi sui social si dividono in 3 categorie:

  1. quelli convinti che i social siano una moda temporanea, la quale va cavalcata finché dura
  2. quelli che si sentono costretti a farlo, in quanto i competitor sono presenti e attivi da tempo
  3. quelli intrigati dall’idea che i social potrebbero portare nuovi clienti, quindi perché non provare?

A prescindere da quale sia il motivo che ti spinge a volerti promuovere sui social, in questo articolo troverai 7 principi e concetti base che ti aiuteranno a fare scelte consapevoli, così da orientare la tua comunicazione in modo corretto ed efficace, da solo o con il supporto di un Social Media Manager.

I social sono davvero lo strumento giusto?

Il primo e più importante concetto sul quale voglio soffermarmi è quello della differenza tra domanda latente e domanda consapevole. Un utente che lancia una ricerca su Google sa perfettamente di cosa ha bisogno, quindi la sua è una domanda consapevole; al contrario, un utente che “scrolla” pigramente il feed di Instagram non sta cercando nulla di specifico, ma la sua attenzione si accende ogni volta che un contenuto incontra i suoi gusti e interessi (domanda latente). Vista questa fondamentale differenza, è importante capire se il proprio prodotto/servizio si adatta o meno all’intercettazione della domanda latente, e quindi a essere promosso sui Social Media.

Facciamo un esempio: se gestisci un’attività di ristorazione (un fast food, un pub, ecc.), allora le piattaforme social rappresentano un potente strumento di promozione; questo perché, grazie agli strumenti di social advertising e la profilazione del pubblico, puoi far arrivare i tuoi contenuti alle persone giuste in modo molto efficace. Se, invece, offri servizi di pronto intervento idraulico o fognario, avrebbe molto più senso mirare a intercettare le ricerche degli utenti su Google e agli altri motori, andando a investire sulla creazione di un sito web solido e il SEM (Search Engine Marketing).

I social non aggiungono, ma amplificano

È convinzione di molti che i social siano una sorta di “upgrade”, ovvero che possano aggiungere qualità al proprio prodotto, servizio, brand o azienda. La realtà, però, è profondamente diversa, e capirlo in anticipo può fare la differenza tra una strategia efficace e un clamoroso autogol.

Poniamo, ad esempio, il caso di Mario il pizzaiolo. Se Mario fa una pizza eccezionale, i social gli offrono la possibilità di far conoscere la sua arte a un gran numero di persone. Se, invece, Mario fa una pizza da voltastomaco, la sua incapacità diventerà altrettanto nota, e di sicuro anche molto più velocemente.

I social, quindi, non aggiungono niente, ma amplificano ciò che già c’è, tanto nel bene quanto nel male. Certo, si può sempre raccontare che il proprio prodotto o servizio sia il migliore del mondo, ma se la realtà non dovesse soddisfare l’aspettativa generata, sarà sufficiente una manciata di recensioni negative per far crollare tutto. Attenzione, quindi, a promuoversi sui social in modo sincero e onesto.

Identificare ciò che ci rende unici è il primo passo

Inutile girarci intorno: se un’attività è banale o anonima, non avrà comunque successo.

Magari l’avrai sentito mille volte, ma sui social vince l’unicità, ovvero la capacità di distinguersi dagli altri, sia in termini di forma che di sostanza. Prima di cominciare ad aprire pagine e postare, quindi, poniti questa domanda: “Perché un cliente dovrebbe scegliere me, anziché un mio competitor?”.

Se non riesci a darti una risposta chiara e convincente, allora non sei ancora pronto per promuoverti sui social. E non è una critica, ma un punto di partenza. Lavorare sulla propria proposta di valore prima di aprire qualsiasi pagina o profilo è il modo più intelligente di investire il proprio tempo.

Stare su tutti i social non serve, bastano quelli giusti

Del fatto che non tutti i prodotti e servizi siano adatti a essere veicolati attraverso i Social Media abbiamo già parlato, ma c’è un secondo elemento che richiede un’attenta valutazione: la congruenza tra la propria offerta e il tipo di pubblico che popola la piattaforma su cui si intende approdare.

Provo a spiegarmi con un esempio: se ho un brand di abbigliamento e il mio target è rappresentato da ragazzi e ragazze tra i 18 e i 23 anni, aprire un profilo su X (ex Twitter) avrebbe davvero poco senso. Decisamente più coerente sarebbe, invece, andare a presidiare TikTok e Instagram, dove la concentrazione di Gen Z è decisamente più alta e i contenuti visivi funzionano alla grande.

La morale è semplice: la presenza del brand sulla piattaforma deve essere coerente e motivata. Avere profili ovunque solo per “esserci” non è una strategia, ma un’inutile dispersione di energie e risorse.

Comunicare è un lavoro di squadra

Non mi stancherò mai di ripeterlo: ingaggiare un Social Media Manager con la convinzione che si occuperà della comunicazione aziendale in totale autonomia è tanto grottesco quanto ingenuo. La comunicazione social che funziona, infatti, si fonda sul lavoro di due figure fondamentali:

  • il Social Media Manager, che in quanto conoscitore delle piattaforme social, dei formati, dei tempi e dei toni è custode del “come” si comunica
  • l’imprenditore o professionista, che conoscendo il prodotto/servizio, il settore, i clienti e la storia dell’azienda è custode del “cosa” si comunica

L’unione di queste due forze porta alla creazione di un messaggio coerente ed efficace, ovvero capace di portare visibilità all’offerta commerciale e generare interesse attorno alla stessa.

Il Social Media Manager non è un tuttofare

Credere che un Social Media Manager sia una sorta di “fabbrica delle meraviglie” capace di realizzare qualsiasi tipo di contenuto è un classico intramontabile, nel mondo della comunicazione social.

Premesso che è bene che un Social Media Manager conosca le basi del copywriting e del graphic design, nel caso in cui, ad esempio, si desidera realizzare un video professionale che presenti i propri servizi, sarà necessario rivolgersi a un bravo Video Maker, ovvero uno specialista nella creazione e l’editing di video. Allo stesso modo, se si vogliono realizzare delle foto del proprio locale da inserire sul profilo dell’attività su Google, bisognerà contattare un fotografo specializzato in fotografia d’interni.

È una spesa? Sì, lo è. Ma fare le cose per bene ha sempre un costo, e investire in professionalità specifiche è, nel lungo periodo, la scelta di grand lunga più conveniente.

La viralità è un imprevisto, non un obiettivo

Checché ne dicano i fan del talento, il fatto che un post diventi virale non è mai dovuto a una strategia straordinaria o all’intuizione di chi lo ha confezionato, ma alla fortuna. Sì, solo a quella.

Vi ricordate, tanto per fare un esempio, cosa accadde nel 2019 a un post pubblicato dalla pagina Facebook di IKEA? Un testo privo di senso e frutto di un errore umano diventò virale in poche ore, portando un’enorme visibilità all’azienda. Strategia? No, fortuna. Pura e semplice fortuna.

La viralità non può essere l’obiettivo di un’attività di comunicazione seria. Investire su qualità e costanza, proponendo contenuti utili e coinvolgenti, è l’unica strada percorribile. E chissà che, lavorando in modo organizzato, non capiti comunque di sfornare il contenuto vincente.

Vuoi farti promozione sui social? Posso aiutarti!

Sette principi possono sembrare tanti, ma nella pratica si traducono in una sola e fondamentale domanda: stai comunicando nel modo giusto, alle persone giuste e nel posto giusto?

Se la risposta ti appare ancora nebulosa, forse è il caso di parlarne con qualcuno.

Mi chiamo Simone Bennati, sono un Social Media Manager e Copywriter e, da più di 10 anni, aiuto le aziende e i freelancer a promuoversi online, sviluppando strategie e contenuti per il web e i social.

Se cerchi un professionista del digitale che ti supporti nella comunicazione del tuo brand, scrivimi a mr.bennaker@gmail.com e raccontami il tuo progetto, i tuoi obiettivi e le tue risorse.

Valuterò come posso aiutarti, ricontattandoti quanto prima.

Simone Bennati

43 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Faccio quello che porno. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.

Potrebbe interessarti anche...
Può un Social Media Manager offrire garanzie di risultato?
Leggi l'articolo

Può un Social Media Manager offrire garanzie di risultato?

I commenti su Facebook: perché sono importanti e come rispondere (cover)
Leggi l'articolo

Commenti su Facebook: perché sono importanti e come rispondere

Web Writing: 10 motivi per cui un articolo ben fatto non può costare 5€ (social)
Leggi l'articolo

Copywriting: 10 motivi per cui un articolo ben fatto non può costare 5€

Leggi l'articolo

Il social “ragionato”: hai obiettivi diversi? Proponi contenuti diversi!

Come usare i dati di Google My Business per fare advertising su Facebook (cover)
Leggi l'articolo

Come usare i dati di Google My Business per fare advertising su Facebook

Marketing Relazionale e CRM: impariamo da Amazon e il suo Social Team
Leggi l'articolo

Marketing Relazionale e CRM: impariamo da Amazon e il suo Social Team

Leggi l'articolo

Calendario Editoriale: 3 motivi per cui non puoi copiarlo, ma devi fartelo da solo

Cosa accomuna gli utenti dei social? Scoprilo e capirai come conquistarli
Leggi l'articolo

Cosa accomuna gli utenti dei social? Scoprilo e capirai come conquistarli

Bennaker.com
di Simone Bennati | P. IVA 15415221009

Inserisci la chiave di ricerca e premi invio.

My Agile Privacy®
✕

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione. 

Puoi accettare, rifiutare o personalizzare i cookie premendo i pulsanti desiderati. 

Chiudendo questa informativa continuerai senza accettare. 

AccettaRifiutaPersonalizza
Consenso / Visualizza la Cookie Policy

Impostazioni privacy

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione su questo sito.
Visualizza la Cookie Policy Visualizza l'Informativa Privacy

Google Analytics (Google Inc.)Sempre Abilitato

Google Analytics è un servizio di analisi web fornito da Google Inc. ("Google"). Google utilizza i Dati Personali raccolti allo scopo di tracciare ed esaminare l'utilizzo di questo Sito Web, compilare report e condividerli con gli altri servizi sviluppati da Google.

Google potrebbe utilizzare i Dati Personali per contestualizzare e personalizzare gli annunci del proprio network pubblicitario.

Dati Personali raccolti: Cookie e Dati di navigazione.

Luogo del trattamento: USA – Privacy Policy – Opt Out

Font Awesome (Fonticons, Inc.)Sempre Abilitato

Font Awesome è un servizio di visualizzazione di stili di carattere gestito da Fonticons, Inc. che permette a questo Sito Web di integrare tali contenuti all’interno delle proprie pagine.

Dati Personali trattati: Dati di utilizzo.

Luogo del trattamento: USA – Privacy Policy.

Google Fonts (Google Inc.)Sempre Abilitato

Google Fonts è un servizio di visualizzazione di stili di carattere gestito da Google Inc. che permette a questa Applicazione di integrare tali contenuti all’interno delle proprie pagine.

Dati Personali raccolti: Dati di utilizzo e varie tipologie di Dati secondo quanto specificato dalla privacy policy del servizio

Luogo del trattamento: USA – Privacy Policy

Pulsante e widget sociali di Telegram (Telegram Messenger Inc.)
Pulsante e widget sociali di Telegram (Telegram Messenger Inc.)

Il pulsante e i widget sociali di Telegram sono servizi di interazione con il social network Telegram, forniti da Telegram Messenger Inc.

Dati Personali raccolti: Cookie e Dati di utilizzo

Luogo del trattamento: USA – Privacy Policy.

Pulsante feed RSS
Pulsante feed RSS

La Really Simple Syndication, c.d. RSS, consente di gestire flussi di notizie e articoli pubblicati dall'Autorità senza doversi collegare ripetutamente al sito istituzionale.

I feed RSS possono essere letti utilizzando app specifiche o alcuni tra i più comuni browser (es. Firefox, Internet Explorer) o installando un'estensione dedicata.

Pulsante Linkedin e widget sociali di Linkedin (Linkedin, Inc.)
Pulsante Linkedin e widget sociali di Linkedin (Linkedin, Inc.)

Il pulsante Linkedin e i widget sociali di Linkedin sono servizi di interazione con il social network Linkedin, forniti da Linkedin, Inc.

Dati personali raccolti: cookie e dati di utilizzo.

Luogo del trattamento: USA - Privacy Policy

Pulsante Mi Piace e widget sociali di Facebook (Facebook, Inc.)
Pulsante Mi Piace e widget sociali di Facebook (Facebook, Inc.)

Il pulsante "Mi Piace" e i widget sociali di Facebook sono servizi di interazione con il social network Facebook, forniti da Facebook, Inc.

Dati personali raccolti: cookie e dati di utilizzo.

Luogo del trattamento: USA - Privacy Policy

Pulsante WhatsApp (WhatsApp Ireland Limited)
Pulsante WhatsApp (WhatsApp Ireland Limited)

Il pulsante WhatsApp è un servizio di interazione con il social network WhatsApp, fornito da WhatsApp Ireland Limited.

Dati Personali raccolti: Cookie e Dati di Utilizzo.

Luogo del trattamento: Irlanda – Privacy Policy.

Widget Video Youtube (Google Inc.)
Widget Video Youtube (Google Inc.)

Youtube è un servizio di visualizzazione di contenuti video gestito da Google Inc. che permette a questo Sito di integrare tali contenuti all'interno delle proprie pagine.

Dati personali raccolti: cookie e dati di utilizzo.

Luogo del trattamento: USA - Privacy Policy

Cookie Consent e Privacy Policy by My Agile Privacy®