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7 cose da considerare prima di iniziare a promuoversi sui social

  • Simone Bennati
  • 12 Maggio 2026
  • 6 minute read
Farsi promozione sui social media: 7 cose da cui iniziare
Indice dei contenuti
  1. Promuoversi sui social: una scelta consapevole
  2. I social sono davvero lo strumento giusto?
  3. I social non aggiungono niente, ma lo amplificano
  4. Identificare ciò che ci rende unici è il primo passo
  5. Stare su tutti i social non serve, bastano quelli giusti
  6. Comunicare è un lavoro di squadra
  7. Il Social Media Manager non è un tuttofare
  8. La viralità è un imprevisto, non un obiettivo
  9. Vuoi farti conoscere sul web e i social? Parliamone!

Promuoversi sui social: una scelta consapevole

Gli imprenditori e professionisti che desiderano promuoversi sui social si dividono in 3 categorie:

  1. quelli convinti che i social siano una moda temporanea, la quale va cavalcata finché dura
  2. quelli che si sentono costretti a farlo, dato che i competitor sono già presenti e attivi da tempo
  3. quelli intrigati dall’idea che i social potrebbero portare nuovi clienti, quindi perché non provare?

A prescindere da quale sia il motivo che ti spinge a promuovere la tua azienda o attività sui social, in questo articolo troverai 7 principi e concetti base che ti aiuteranno a fare scelte consapevoli, così da orientare la tua comunicazione in modo efficace, da solo o con l’aiuto di un Social Media Manager.

I social sono davvero lo strumento giusto?

Il primo e più importante aspetto sul quale voglio soffermarmi è quello della differenza tra domanda latente e domanda consapevole: un utente che lancia una ricerca su Google sa perfettamente cosa desidera o di cosa ha bisogno, quindi la sua è una domanda consapevole; al contrario, un utente che scorre pigramente il feed di Instagram non sta cercando nulla di specifico, ma la sua attenzione si accende ogni volta che un contenuto incontra i suoi gusti e interessi (domanda latente). Vista questa fondamentale differenza, è importante capire se il proprio prodotto/servizio si adatta o meno all’intercettazione della domanda latente, e quindi a essere promosso sui Social Media.

Facciamo un esempio: se gestisci un’attività di ristorazione (un fast food, un pub, ecc.), allora le piattaforme social rappresentano un potente strumento di promozione; questo perché, grazie agli strumenti di social advertising e la profilazione del pubblico, puoi far arrivare i tuoi contenuti alle persone giuste in modo molto efficace. Se, invece, offri servizi di pronto intervento idraulico o fognario, avrebbe molto più senso mirare a intercettare le ricerche degli utenti su Google, andando a investire sulla creazione di un sito web e (onerose ma efficaci) attività di Search Engine Marketing (SEM).

I social non aggiungono niente, ma lo amplificano

È convinzione di molti che promuoversi sui social sia una sorta di “upgrade”, ovvero che farlo aggiunga qualità al proprio brand e alla propria offerta commerciale. La realtà, però, è profondamente diversa, e capirlo in anticipo può fare la differenza tra una strategia vincente e un clamoroso autogol.

Poniamo, ad esempio, il caso di Mario il pizzaiolo: se Mario fa una pizza eccezionale, grazie ai social ha la possibilità di far conoscere la sua abilità a un gran numero di persone; allo stesso modo, se Mario fa una pizza da voltastomaco, la sua incapacità diventerà altrettanto nota, rovinando la sua immagine.

I social, quindi, non aggiungono niente, ma amplificano ciò che già c’è, tanto nel bene quanto nel male. Certo, si può sempre raccontare che il proprio prodotto o servizio sia il migliore del mondo, ma se la realtà non dovesse soddisfare l’aspettativa generata, sarà sufficiente una manciata di recensioni negative per far crollare tutto. Attenzione, quindi, a promuoversi sui social in modo sincero e onesto.

Identificare ciò che ci rende unici è il primo passo

Inutile girarci intorno: se un’attività è banale o anonima, non avrà comunque successo.

Magari l’avrai sentito mille volte, ma sui social vince l’unicità, ovvero la capacità di distinguersi dagli altri, sia in termini di forma che di sostanza. Prima di cominciare ad aprire pagine e postare, quindi, poniti questa domanda: «Perché un cliente dovrebbe scegliere me, anziché un mio competitor?».

Se non riesci a darti una risposta chiara e convincente, allora non sei ancora pronto per promuoverti sui social. E non è una critica, ma un punto di partenza: lavorare sulla propria proposta di valore prima di aprire una pagina o un profilo social è il modo più intelligente di investire il proprio tempo.

Stare su tutti i social non serve, bastano quelli giusti

Del fatto che non tutti i prodotti e servizi siano adatti a essere veicolati attraverso i Social Media abbiamo già parlato, ma c’è un secondo elemento che richiede un’attenta valutazione: la congruenza tra la propria offerta e il tipo di pubblico che popola la piattaforma social su cui si desidera proporsi.

Provo a spiegarmi con un esempio: se ho un brand di abbigliamento e il mio target è rappresentato da ragazzi e ragazze tra i 18 e i 23 anni, aprire un profilo su X (ex Twitter) avrebbe davvero poco senso. Decisamente più coerente sarebbe, invece, andare a presidiare piattaforme come TikTok e Instagram, dove la concentrazione di Gen Z è molto più alta e i contenuti visivi funzionano alla grande.

La morale è semplice: la presenza del brand sulla piattaforma deve essere coerente e motivata. Essere presenti ovunque solo per “esserci” non è una strategia, ma un inutile dispendio di energie e risorse.

Comunicare è un lavoro di squadra

Non mi stancherò mai di ripeterlo: ingaggiare un Social Media Manager con la convinzione che si occuperà della comunicazione e promozione del brand in totale autonomia è a dir poco ingenuo. Per far sì che il Social Media Marketing funzioni, infatti, c’è bisogno del contributo sinergico di due figure:

  • il Social Media Manager, che in quanto conoscitore delle piattaforme, dei formati, dei tempi e dei toni di voce è custode del “come” si comunica
  • l’imprenditore o professionista, che conoscendo il prodotto/servizio, il settore, i clienti e la storia dell’azienda è custode del “cosa” si comunica

L’unione di queste due forze porta alla creazione di messaggi coerenti ed efficaci, ovvero capaci di portare visibilità all’offerta commerciale e generare interesse attorno alla stessa.

Il Social Media Manager non è un tuttofare

Credere che un Social Media Manager sia una sorta di “fabbrica delle meraviglie” capace di realizzare qualsiasi tipo di contenuto è un classico intramontabile, nell’ambito della comunicazione digitale.

Premesso che è bene che un Social Media Manager conosca le basi del copywriting e del graphic design, nel caso in cui si desideri, ad esempio, realizzare un video professionale che presenti i propri servizi, sarà necessario rivolgersi a un bravo Video Maker, ovvero uno specialista nella creazione e l’editing di video. Allo stesso modo, se si vogliono realizzare delle foto del proprio locale da inserire sul profilo dell’attività su Google, bisognerà contattare un fotografo specializzato in fotografia d’interni.

È una spesa? Sì, certo. Ma fare le cose per bene ha sempre un costo, e investire in professionalità specializzate si rivela, nel medio e lungo periodo, la scelta di gran lunga più conveniente.

La viralità è un imprevisto, non un obiettivo

Checché ne dicano i fan del talento, il fatto che un post diventi virale non è mai dovuto a una strategia straordinaria, né all’intuizione di chi lo ha confezionato. A causare la viralità è, infatti, la fortuna.

Ricordi, ad esempio, cosa successe nel 2019 con un post pubblicato dalla pagina Facebook di IKEA? Un testo privo di senso e frutto di un errore umano divenne virale in poche ore, portando enorme visibilità all’azienda svedese. Strategia? Intuito? No, fortuna. Pura e semplice fortuna.

La viralità, quindi, non può essere l’obiettivo dell’attività di comunicazione. Investire su qualità e costanza, proponendo contenuti utili e coinvolgenti, è l’unica strada percorribile. E chissà che, lavorando in modo organizzato, non capiti comunque di realizzare un contenuto virale.

Vuoi farti conoscere sul web e i social? Parliamone!

Sette principi possono sembrare tanti, ma nella pratica si traducono in un’unica e fondamentale domanda: «Stai comunicando nel modo giusto, alle persone giuste e nel posto giusto?»

Se non riesci darti una risposta chiara e convincente, forse è il caso di parlarne con un esperto.

Mi chiamo Simone Bennati, sono un Social Media Manager e Copywriter e da più di 10 anni aiuto le aziende e i freelancer a promuoversi online, sviluppando strategie e contenuti per il web e i social.

Se cerchi un professionista del digitale che ti supporti nella comunicazione del tuo brand, scrivimi a mr.bennaker[chiocciola]gmail.com descrivendo il tuo progetto, i tuoi obiettivi e le tue risorse. Ti risponderò quanto prima per organizzare una call o, se sei a Roma, un incontro davanti a una birra.

Simone Bennati

43 anni portati splendidamente. Romano de Roma. Ex Grafico e Web Designer, oggi Social Media Manager e Copywriter per aziende e professionisti. Birretta? 🍺

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