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Postare sui social: come sfruttare i tempi morti in modo utile

  • Simone Bennati
  • 11 Settembre 2015
  • 4 minute read
Come sfruttare i tempi morti per fare un po' di social
Indice dei contenuti
  1. Per valorizzarsi sui social bastano 15 minuti al giorno
  2. 1 smartphone, 3 app e il gioco è fatto
  3. Perfezionarsi per ottenere risultati migliori
  4. Tempi morti. Tempi morti ovunque

Per valorizzarsi sui social bastano 15 minuti al giorno

Negli ultimi giorni ho preso un’abitudine, quella di sfruttare i quotidiani viaggi in metropolitana per fare un po’ di “social utile”, ovvero per condividere news e approfondimenti sulle varie piattaforme social alle quali sono iscritto: da Twitter a LinkedIn, passando per Facebook e G+.

In realtà l’abitudine di smanettare sullo smartphone mentre sono in metropolitana ce l’ho sempre avuta, ma è solo ultimamente che mi sono reso conto di quanto quei 15 minuti possono rivelarsi preziosi ai fini di una reale e riscontrabile valorizzazione dell’attività sui social.

In questo articolo voglio dunque spiegarvi in che modo sfrutto quel quarto d’ora, nonché illustrarvi quali altri momenti morti della giornata possono essere impiegati per il medesimo fine.

1 smartphone, 3 app e il gioco è fatto

Per poter valorizzare al meglio quei 15 minuti ho bisogno di 3 cose:

  • Una app per leggere le news
  • Un mobile browser
  • La app del social network (o dei social network) sul quale andrò a condividere le notizie

Il mio smartphone è un Samsung S5 Mini e monta il sistema operativo Android.

La app che utilizzo per leggere le news è Google Notizie & Meteo, mentre il browser è Google Chrome. Entrambi sono scaricabili gratuitamente da Google Play.

Una volta installate sullo smartphone, tutto quello che mi rimane da fare è:

  1. aprire Google Notizie & Meteo e scegliere una news tra quelle proposte, magari attinente un tema che so interessare tanto me, quanto coloro che mi seguono;
  2. aprire la notizia con Google Chrome e leggerla da cima a fondo al fine di verificarne l’effettivo valore informativo;
  3. condividerla sui social che ho scelto attraverso gli appositi sharing buttons (pulsanti di condivisione), ormai presenti sui siti di qualsiasi testata online.

Ecco fatto. In soli 3 semplici passaggi ho dato inizio alla mia attività social della giornata in modo utile, ovvero condividendo contenuti in linea con quelli che sono i miei interessi e quelli di coloro che mi seguono. Il tutto sfruttando un classico tempo morto, ovvero un quarto d’ora in cui, oltre a cercare di sopravvivere tra la calca tipica della metropolitana di Roma all’ora di punta, avrei potuto fare ben poco.

Perfezionarsi per ottenere risultati migliori

È ovvio che si possa fare anche di meglio.

Nel mio caso, dopo aver verificato l’effettiva utilità della notizia, al momento della condivisione tendo ad arricchire la stessa aggiungendo elementi utili, quali un’immagine, il nome della testata dalla quale è tratta e/o l’autore, nonché gli hashtag utili a farla circolare.

Ieri mattina, ad esempio, ho condiviso su Twitter queste due notizie:

"Nuova minaccia su #WhatsApp: #virus ruba #foto e dati dai telefonini": https://t.co/LqWrqRLTII via @palermomaniait pic.twitter.com/roGyU8r0rN

— Bennaker (@bennaker) September 10, 2015

"#Instagram fa i conti: sì alla pubblicità anche in #Italia": http://t.co/tE9D7AfEDe via @intelligonews #SMM pic.twitter.com/G2yc2INN5M

— Bennaker (@bennaker) September 10, 2015

Come potete vedere, attraverso la semplice aggiunta del cancelletto (“#”), ho tramutato alcuni termini contenuti nel titolo di queste news in hashtag (#WhatsApp, #virus, #foto e #Instagram, #Italia), nonché aggiunto quelli che ho reputato più idonei (#SMM).

L’immagine, invece, l’ho prima salvata sullo smartphone (è sufficiente tenerci il dito sopra per aprire il menu contenente le interazioni disponibili, tra le quali figura “Salva immagine”) e poi l’ho incorporata all’interno del tweet.

Tempo totale di esecuzione: tra i 5 e 7 minuti per ogni notizia, lettura compresa.

Non male, vero?

Tempi morti. Tempi morti ovunque

Spesso non ce ne rendiamo conto, ma passiamo un sacco di tempo a non fare un cazzo.

Pensate, ad esempio, a quanto tempo spendiamo ogni giorno nell’attesa che arrivi l’autobus o a quello sprecato quando, ahinoi, ci troviamo nella sala d’attesa del medico. Non sono forse questi dei veri e propri tempi morti? Avete mai pensato di sfruttarli per fare qualcosa che sia utile a voi, come ad esempio aggiornarvi sulle ultime notizie, e anche a chi vi segue sui social network?

Al giorno d’oggi, ognuno di noi può essere tanto fruitore quanto produttore di informazione.

Frequentemente mi capita di avere a che fare con persone che mi dicono: “Mi sono aperto un profilo su Twitter, ma non ho tempo per aggiornarlo”. In realtà la questione è diversa: il tempo c’è, ma non lo vediamo, non lo percepiamo e, spesso e volentieri, preferiamo impiegarlo facendo minchiate, tipo i giochini su Facebook.

La cosa che mi fa più tristezza, per non dire rabbia, è che molti di quelli che affermano di non avere tempo sono proprio coloro che più avrebbero bisogno di dare una scossa alla loro attività sui social network.

E qui penso ad imprenditori, giovani professionisti, neolaureati in cerca di opportunità lavorative… Tutte figure che, in un modo o nell’altro, se si mettessero in testa che bastano 15 minuti al giorno per dare un senso alla propria presenza sui social, ne otterrebbero un ritorno in termini di visibilità non indifferente. Cosa che, mi dispiace dover essere io a dirlo, i giochini di Facebook non sono (ancora) in grado di offrire.

Vi lascio con una domanda: ci andate a cagare ogni tanto? Ecco. Pensate a come potreste sfruttare il tempo tracorso sulla tazza. E non mi riferisco al fatto di telefonare alla fidanzata…

Simone Bennati

43 anni portati splendidamente. Romano de Roma. Ex Grafico e Web Designer, oggi Social Media Manager e Copywriter per aziende e professionisti. Birretta? 🍺

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5 commenti
  1. Andrea Toxiri ha detto:
    11 Settembre 2015 alle 13:28

    Adesso mi serve anche il post per occupare i tempi morti nel traffico quando sei in macchina ;D

    1. Simone Bennati ha detto:
      11 Settembre 2015 alle 14:06

      Eh, per quello non te posso aiutà: non guido e raramente faccio da passeggero 🙂

      1. Andrea Toxiri ha detto:
        11 Settembre 2015 alle 14:07

        Vabbé allora provo a vedere cosa si può fare !! ;D

  2. Mario ha detto:
    28 Marzo 2016 alle 3:09

    Personalmente quando sono in attesa di un autobus o in metro/treno leggo un libro che mi porto sempre dietro. Vedere il 99% delle teste perennemente chine sui telefoni mi provoca un subbuglio viscerale pari alla diarrea.

    Vogliamo fare qualcosa di veramente utile e dare un senso alle giornate? Promuoviamo la lettura! (“Cosa? Libri nel 2016? AHAHAHAHAH SFIGATO!!!”, “Leggere? Cosa significare? Io no capire! Io solo Fesbuuk!”)

    1. Simone Bennati ha detto:
      28 Marzo 2016 alle 20:41

      Ciao @disqus_6Xj5lqciqp:disqus,
      che i libri siano ottimi compagni di viaggio non c’è dubbio e tutt’ora anche io mi faccio accompagnare da loro, ma soprattutto nei viaggi a media-lunga percorrenza. Sarà a che a me un solo quarto d’ora di lettura, ovvero il tempo di una corsa in metro, mi lascia insoddisfatto.

      Ultimamente, poi, ho iniziato a sfruttare la corsa mattutina in metro per portarmi avanti con il lavoro. Così facendo, nel momento in cui arrivo in ufficio, ho già parte del materiale pronto e posso dunque agire con maggior calma.

      E’ solo uno dei tanti modi di “non sprecare” quel lasso di tempo 🙂

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