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Uso e abuso dello smartphone: maleducazione o fuga dalla noia?

  • Simone Bennati
  • 23 Settembre 2014
  • 2 minute read
Uso e abuso dello smartphone: maleducazione o fuga dalla noia?
Indice dei contenuti
  1. Tutto il resto è noia [cit.]
  2. Tra il gatto e Facebook, preferisco Facebook
  3. Questione di quieto vivere e sopravvivenza
  4. Si potrebbero, piuttosto, accantonare i discorsi sulle serie TV, i gatti, il tempo che cambia e cercare di rendersi più interessanti di uno smartphone.

Tutto il resto è noia [cit.]

Da quando smartphone e Social Network hanno fatto il loro ingresso nelle nostre vite, molti sembrano aver dimenticatoche esiste sempre e comunque un mondo al di fuori del display.

Un mondo reale, tangibile, magari anche bello, ma che spesso e volentieri non riesce comunque a farci sentire coinvolti e che, proprio in ragione di questa incapacità, passa in secondo piano.

Se affermo questo è perché, essendo io stesso uno “smartphone addicted”, conosco le dinamiche che portano un individuo ad isolarsi dal tutto il resto. Così come conosco la sensazione che si prova quando, a causa di questo atteggiamento, si viene etichettati come “maleducati”.

Ma siamo sicuri che si tratti di mera maleducazione? E se, invece, il “chiudersi sul telefono” fosse solo un modo per sfuggire alla noia di un contesto privo di attrattive e spunti interessanti?

Tra il gatto e Facebook, preferisco Facebook

Guardando alla mia situazione, ho ormai accettato il fatto di essere facile alla noia.

Non amo passare il mio tempo con gente che vuole parlare dell’ultima serie TV che ha visto. Lo trovo un inutile “farsi compagnia”. Ovvero qualcosa di cui, per fortuna, non ho bisogno.

Se decido di uscire con qualcuno, quindi, è perché ho la necessità di avere uno scambio reale, vero, “impegnativo”. E purtroppo non tutti sono disposti a seguire questo indirizzo.

Mi capita spesso, ad esempio, di mettere in imbarazzo le persone o addirittura di farle scappare. Il tutto perché ho tentato di alzare il livello della conversazione. Magari anche di pochissimo.

Il problema è che, quando la reazione è quella, ti senti uno stronzo. E ti ci senti perché, a causa dei tuoi “standard comunicativi”, hai rovinato quello che per gli altri era solo un momento di relax.

Credetemi, non è affatto una sensazione piacevole.

Questione di quieto vivere e sopravvivenza

Quando si presentano situazioni come quella descritta poc’anzi, al fine di non rovinare la serata a nessuno, preferisco mettermi in un angolo e cominciare a smanettare su Facebook.

Sui Social, infatti, avendo io scelto cosa seguire e con quali utenti rimanere in contatto, il rischio di annoiarmi è minimo e qualcosa di interessante o coinvolgente lo trovo sempre.

Lo smartphone, quindi, mi permette di sfuggire alla noia tipica di certe situazioni, come gli aperitivi di lavoro. E non credo che per questo si possa dare del “maleducato” a qualcuno.

Si potrebbero, piuttosto, accantonare i discorsi sulle serie TV, i gatti, il tempo che cambia e cercare di rendersi più interessanti di uno smartphone.

Simone Bennati

43 anni portati splendidamente. Romano de Roma. Ex Grafico e Web Designer, oggi Social Media Manager e Copywriter per aziende e professionisti. Birretta? 🍺

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15 commenti
  1. Monica ha detto:
    27 Settembre 2014 alle 2:03

    Se sono in compagnia non lo uso ,non solo per educazione , ma anche per il fatto che se scelgo di trascorrere del tempo con qualcuno é proprio per il piacere di parlarci … lo uso se devo far passare il tempo ( attese ,treno , notti insonni… ) .
    Inoltre mi é capitato raramente di trovare persone sui sn con cui scambiare belle conversazioni , ma sarà dovuto al fatto che non sono molto da social io …
    🙂

    1. Simone Bennati ha detto:
      27 Settembre 2014 alle 11:45

      Sai, Monica, l’intenso uso del cellulare durante quelle che vengono chiamate “uscite di gruppo”, è uno di quei segnali che mi hanno fatto capire, all’epoca, che qualcosa non andava nel mio giro di frequentazioni. Sono arrivato ad un punto in cui mi sono chiesto “Hey, ma sono io che ho dimenticato il piacere di stare in compagnia, e quindi mi isolo, o è la compagnia di per sé che non fa per me?”. Da questa domanda sono nate 1.000 riflessioni sfociate in altrettanti cambiamenti all’interno della mia vita sociale. Non nascono, però, che, anche con tutte le cautele del caso, ogni tanto, mio malgrado, mi ritrovo in situazioni di gruppo in cui mi annoio. E la noia mi porta automaticamente a cercare il cellulare. Diciamo che, ad oggi, quando mi rendo conto che nel corso della serata lo cerco un po’ troppo spesso, la prima domanda che mi pongo “Ma io che ci sto a fare qui, visto che preferisco smanettare col telefono?” 😀

      1. Monica ha detto:
        28 Settembre 2014 alle 1:42

        La tua domanda é più che lecita 🙂
        Ma ti sarà capitato di passare una serata o giornata in compagnia senza nemmeno guardare il telefono … o per lo meno me lo auguro !
        La mia risposta si rifà anche alla mia personale esperienza sui social in generale infatti una delle cose che mi fa subito scattare il campanello ” finzione” sono quelle risposte date dalle persone che “cercano in qualche modo di adeguarsi a te”
        La cosa mi infastidisce perché già nella vita di tutti i giorni abbiamo a che fare con convenzioni e situazioni in cui siamo costretti a tenere un certo comportamento e profilo ….
        Quindi quando voglio staccate un po’ non vorrei ritrovarmi in un altro microcosmo di ” regole ” ma probabilmente sbaglio io il modo di usarli !
        Resta il fatto che preferisco il più impopolare Reale 😉

  2. LaReginaDeiSith ha detto:
    27 Settembre 2014 alle 18:20

    Mi ripeto.. la citazione di De Andrè mi ha conquistata, ma non sono completamente d’accordo con te… mi spiego. Condivido l’impossibilità e l’inutilità di confrontarsi con persone vuote e superficiali, delle quali purtroppo ne è pieno il mondo, ma non credo che questo ti giustifichi ad isolarti. Premetto che anche io mi isolo se mi annoio, ma credo che sia comunque una cosa molto sgradevole per chi condivide con te, in quel momento, il tempo. Forse dovremmo avere tutti la coerenza di alzarci e dire, grazie ma proprio non mi interessa. Twitter, Fb… sono catalizzatori di attenzione perché contengono personeNonPersone, persone che esistono ma che in realtà non esistono nella tua vita , sopratutto twitter per quanto mi riguarda, ed è in grado di focalizzare la mia attenzione che manco un maschio nudo, vince la curiosità sempre e comunque, vince la facilità di quelle interazioni che si fanno forza di un alone di mistero, e diciamolo a chi non piace il mistero? Credo anche che questo sia comunque il futuro, che molte persone usino lo smartphone come scudo protettivo, come mezzo per sentirsi realizzati o per essere qualcosa che nella realtà non possono essere…staccarsi da questo non è semplice… personalmente lo uso come mezzo autocelebrativo, e come valvola di sfogo, poi li dentro ho incontrato persone delle quali mi interessano realmente l’opinione…per cui voglio sapere che hanno da dire e da dirmi! (ho finito la seconda per cui se la cosa ti sembra contorta… è proprio perché contorta lo sono io la birra non c’entra) G.

    1. Simone Bennati ha detto:
      27 Settembre 2014 alle 18:56

      Ognuno di noi sa come meglio coniugare bisogno di evasione, specie dalle situazioni noiose o comunque sgradite, e buon gusto, o meglio buona educazione. Capisco e apprezzo lo “sforzo” nel non prendere il mano il cellulare e cominciare a smanettare quando ci si annoia o semplicemente non si ha voglia di stare a sentire chi ci sta intorno, ma devo ammettere che, almeno personalmente, oltre certi limiti comincio a fregarmene di avere rispetto per chi mi sta intorno. Questo accade specie quando ho a che fare con qualcuno con il quale storicamente non ho mai avuto granché da dire, sottolineando il fatto che sì, ci si può sempre alzare ed andarsene, ma non sempre questo semplice gesto è seguito dall’accettazione di chi lo subisce. Mi è capitato, in passato, di essere accettato per il mio “isolarmi con il cellulare”, sostenendo che era preferibile al fatto che prendessi e me ne andassi. Non chiedermi perché, la cosa sembra del tutto illogica anche a me 😀

      1. LaReginaDeiSith ha detto:
        27 Settembre 2014 alle 18:58

        probabilmente perché, la persona che l’ha accettato preferiva la tua presenza seppur parziale alla tua assenza.

        1. Simone Bennati ha detto:
          27 Settembre 2014 alle 19:40

          Plausibile, sì 🙂

  3. Viviana Sarti ha detto:
    29 Settembre 2014 alle 14:08

    Tema coinvolgente;-) e molto dibattuto…Mi sono fatta le stesse domande anche io, varie volte, tanto da scrivere diversi post sull’argomento…

    Ultimamente ho scoperto anche che esiste l’ansia da notifica…

    Eh si, tutti dietro ai nostri smartphone anche quando siamo in compagnia…e i vari discorsi dietro…”gaurdali lì a quel tavolo, sono seduti insieme ma nessuno si guarda negli occhi perché troppo intenti sui loro cellulari…cosa escono a fare??”

    Io sono la prima, quindi lungi da me criticare…

    Rifletto e mi chiedo: se usciamo con persone (o stiamo per es. con un compagno/a) che non riescono a farci dimenticare per qualche ora il cellulare, beh…allora meglio cambiare compagnia;-)

    Se ti va comunque…questo è il post che ho scritto:
    http://www.kevitafarelamamma.it/2014/09/ansia-da-notifica-e-ragazzi-del-muretto.html

    Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi.

    Ciao

    Viviana
    http://www.kevitafarelamamma.it

    1. Simone Bennati ha detto:
      29 Settembre 2014 alle 20:05

      Ciao @vivianasarti:disqus,
      è bello sapere che non sono l’unico ad interrogarsi su questo tema. Molto spesso, e questa mi sembra una di quelle volte, si evita di parlare di ciò che è più evidente. Ormai tutti abbiamo uno smartphone e saranno di certo capitate molteplici occasioni in cui ci è sembrato una tentazione. C’è chi cede ad essa di più e chi, fortunatamente, di meno, ma nella tua analisi tocchi un punto fondamentale della questione: il potere di coinvolgimento dell’altro nei nostri confronti e quello nostro nei confronti dell’altro. Perché, bisogna ricordarlo, molto spesso siamo noi ad essere “noiosi” ed è nostro preciso dovere, se vogliamo vivere la situazione in cui ci troviamo, dare una scossa al tutto. Credo fermamente che questo uso massivo degli smartphone ci stia portando a rivalutare, spesso inconsapevolmente, tutto quello di cui ci siamo circondati fuori dallo smartphone. Me mentre sui social network per smettere di farci infastidire o annoiare da qualcuno basta un click, al di fuori di essi non è assolutamente così facile. In una mia personalissima visione, penso che questo “cortocircuito” col tempo ci farà bene e ci aiuterà a scegliere meglio con chi condividere il nostro tempo “fisico”, reale; almeno quello libero, quello che dovremmo dedicare al piacere. E questo, sempre a parere mio, è un gran bene.

      Vado subito a leggere il tuo post 😉

      Grazie per aver partecipato a questa discussione :*

  4. manuelrosini ha detto:
    30 Ottobre 2014 alle 18:17

    Personalmente sono dall’altra parte della barricata, tendo ad infastidirmi se resto l’unico senza smartphone in mano, che uso solo per mostrare ai miei amici ciò che ritengo interessante, ma a sostegno di una sana conversazione “alla vecchia” come dicono a Bulàgna!

    1. Simone Bennati ha detto:
      30 Ottobre 2014 alle 20:36

      Ciao @manuelrosini:disqus,
      forse sono stato un po’ troppo drammatico nel descrivere le situazioni ed estremo nel descrivere il mio comportamento “tipo”. Non mi reputo un complusivo, ma, come ho scritto, uno che si annoia facilmente. Uno che a parlare di come sta il gatto non ci sta, perché, fondamentalmente, del gatto non gliene frega più di tanto. Ciò non toglie che quelle volte in cui “esco dal mio corpo”, come nei film, e osservo la scena, se essa si presenta come una serie di commensali intenti a digitare, tendo a farmi girare il culo anche io. Ma non è che mi arrabbio per questo, semplicemente me ne vado. Magari qualcuno neanche se ne accorge, tanto è preso dal suo da fare 🙂

      P.S.
      Il link al tuo profilo Twitter, qui su Disqus, non funziona 😉

      1. Manuel Rosini ha detto:
        30 Ottobre 2014 alle 23:29

        Grazie per la dritta, ho provato ad editare, ma sembra si sia scombussolato tutto!

        Errata Còccige – FUNZIONA! (esticatsi ncelimetti?)

        1. Simone Bennati ha detto:
          30 Ottobre 2014 alle 23:50

          Bene così! Fa sempre comodo avere un link funzionante in più, no? 😉

          Buona serata!

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