Cos’è il successo e quand’è che un blog è di successo?

Creare un blog di successo? Sì, ok, ma che tipo di successo?

Cos’è il successo?

Ogni volta che qualcuno mi chiede se questo è un blog di successo, non so mai cosa rispondere. Tanto che spesso finisco col balbettare frasi confuse e prive di senso.

Se questo accade è perché il concetto di successo, oltre a essere fortemente soggettivo, è anche estremamente complesso, complicato. Contorto, per certi versi.

Nonostante le difficoltà, credo comunque di essere riuscito a identificare 3 tipi di successo, ognuno fondato su un diverso valore o insieme di valori. Questi sono:

  • Il successo economico, il quale affonda le sue radici nell’accumulo di denaro
  • Il successo sociale, basato sul livello di celebrità raggiunto, ovvero sulla fama
  • Il successo personale, fondato sull’apprezzamento percepito, ovvero sulla stima e la fiducia che ci vengono accordate da chi ha a che fare con noi

Parliamo, quindi, di 3 tipi di successo molto diversi, i quali difficilmente trovano accoglimento in un unico individuo. Una persona che gode di grande ammirazione, ad esempio, non è assolutamente detto che sia anche celebre e danarosa. Anzi, il più delle volte è esattamente il contrario! Ma di questo parleremo un’altra volta…

L’utilità come unità di misura

Qualche tempo fa, la mia amica Francesca Papasergi ha condiviso con me la sua personale opinione in merito al successo, scrivendo quanto segue:

Il successo è lasciare una traccia positiva nella vita degli altri.

Se in un gruppo di persone, quando c’è un problema, tutti guardano nella tua direzione in cerca di risposte, in parte sarà un accollo terribile, ma in una certa misura sarà anche l’indice del tuo successo.

Si tratta di essere un po’ signor Wolf e un po’ leader naturale, nel senso inteso dagli psicologi con questa espressione, con autorevolezza e capacità di risolvere i problemi propri e di altri, costruendo, mattoncino dopo mattoncino, valore condiviso.

Il potere di cambiare quello che si ha intorno in meglio, senza dover ricorrere ad artifici, solo con il proprio lavoro e l’impegno, è successo.

E non dipende dai soldi, né da quanti ti riconoscono per strada. Il successo è quella cosa che ti permette di sorriderti allo specchio al mattino e di addormentarti relativamente sereno la sera.

Non è poco. Se hai queste due cose, hai successo.”

Devo ammettere che mi sento molto vicino alla definizione data da Francesca. Sapere che qualcosa che ho scritto o detto ha aiutato qualcuno a risolvere un problema o a osservare un argomento, una situazione o un problema da un punto di vista per lui completamente nuovo mi infonde grande soddisfazione. È qualcosa che mi fa sentire utile, affidabile, importante. Di successo, appunto.

Volendo fare un esempio, quando la cosiddetta casalinga di Voghera mi contatta per dirmi: “Ho letto quanto hai scritto l’altro giorno e, oh, non avevo mai osservato la questione da quel punto di vista. Grazie!”, sento di aver fatto qualcosa di buono.

Sapere di essere riuscito ad aprire la mente di una persona e averla portata a ragionare in modo totalmente inedito è davvero soddisfacente. Ti fa sentire di aver vinto, in quanto hai permesso a qualcun altro di salire di livello.

Soldi e fama? Belli, ma non ballano

Personalmente non mi è mai interessato entrare a far parte dei cosiddetti salotti buoni, né ho mai pensato che il successo di un individuo – compreso me stesso, ovviamente – debba essere misurato partendo dai numeri (soldi, follower, visualizzazioni, interazioni, etc.) generati dalle attività di cui si occupa.

Per me che curo questo blog, il quale non avrà mai lo stesso numero di lettori di un qualsiasi food/fashion/travel blog in giro per la Rete, e mi occupo di raccontare le cose del digital, sapere di essere riuscito ad aprire la testa delle persone e averci infilato cose nuove dentro è il vero successo. Altro che fan, click e like.

Il resto, se mai arriverà, sarà sicuramente gradito, ma dubito riuscirà a farmi sentire utile quanto un: “Grazie!” detto di cuore. E i “Grazie!”, per fortuna, non mancano.

Alla prossima!


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Simone Bennati

37 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Faccio quello che porno. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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2 Risposte

  1. Erika Zerbini ha detto:

    Condivido pienamente! ?
    E aggiungo che sento di avere successo ancora di più quando riesco a condividere con qualcuno pensieri lontani, o addirittura contrari, rispetto al “pensiero unico” (evidentemente soggetto alle mode e un po’ meno al buon senso) e insieme a lui/lei prendere fiato. Allora so che sarà una lunga notte di sonno sereno assicurata! ?

    • Simone Bennati ha detto:

      Ciao @professionemamma:disqus,
      è sempre bello riuscire a condividere il proprio pensiero rimanendo in armonia con il proprio interlocutore, anche quando questo parte con un’idea diametralmente opposta alla tua.

      L’importante, secondo me, è non provare mai a portare l’altro dalla propria parte, ovvero avere rispetto della sua idea, per quanto sbagliata la si possa considerare.

      In questo modo si crea un confronto, nel quale entrambe le parti giocano sì le loro carte, ma mantengono comunque alto il rispetto verso la controparte.

      Ti auguro numerose notti di sonno sereno, dunque 😀

      Grazie per essere passata di qui :*