Perché la gente condivide stronzate su LinkedIn?

Perché la gente condivide stronzate su LinkedIn?

C’era una volta LinkedIn…

Inutile nasconderlo: LinkedIn, ormai già da qualche tempo, sta prendendo una piega “Pop” colorita e pittoresca, la quale, a tratti, risulta anche piuttosto imbarazzante.

Gattini, meme, citazioni e persino foto di donne seminude o in pose provocanti: questo è ciò che chi si registra oggi alla piattaforma potrebbe veder passare sul proprio news feed.

Alla luce di questo (insperato?) cambiamento, viene spontaneo chiedersi: perché gli utenti utilizzano LinkedIn “alla Facebook”, ovvero per condividere stronzate?

Io, dopo un lungo periodo di osservazione, ho sviluppato una mia teoria…

Scherza coi fanti, ma non toccare i Santi gattini

Circa una settimana fa, in un momento di noia, ho condiviso su LinkedIn questo post:

LinkedIn - Status

Non si trattava né di uno scherzo, né di una provocazione, ma della pura e semplice descrizione di qualcosa che faccio ormai da diverso tempo: prendere alcune delle condivisioni che incrocio all’interno di una piattaforma e riproporli su un’altra.

Potrei definirlo un gioco, un passatempo, ma la verità è che mi piace mescolare gli elementi e vedere cosa succede quando metto dei contenuti A di fronte ad un pubblico B.

Ebbene, tutto mi aspettavo, tranne che questo post potesse scatenare le ire di mezzo LinkedIn…

In meno di 48 ore, infatti, mi è piovuta addosso una valanga di commenti, molti dei quali avevano come oggetto la mia persona e il disgusto da questa suscitato.

Eccovi, quindi, una personalissima selezione dei “migliori” commenti arrivati:

LinkedIn - Commenti

Purtroppo alcuni sono andati perduti. O meglio, gli autori hanno poi deciso di cancellarli.

Ciò che comunque è evidente è che, nel momento in cui si va a toccare la questione “gattini su LinkedIn”, un sacco di gente si sente attaccata e reagisce attaccando a sua volta.

In tal senso, il commento del Sig. De Munari ben rappresenza il disprezzo provato verso chi si permette di criticare, se pur in modo indiretto e impersonale, l’operato altrui.

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Facebook e LinkedIn sono la stessa cosa. O no?

Tornando a quella che è la domanda iniziale, cerchiamo di capire perché buona parte degli utenti di LinkedIn sfruttano questa piattaforma per condividere contenuti che, di fatto, con l’ambito professionale non hanno nulla a che vedere.

In generale, ogni volta che ci troviamo di fronte ad una situazione che ce ne ricorda un’altra, tendiamo ad approcciarla allo stesso modo, ovvero a riproporre il medesimo schema, specie se questo ci permise di ottenere risultati positivi.

Facebook è il primo Social Network con il quale molti di noi hanno avuto a che fare ed è in esso che abbiamo sviluppato il nostro stile comunicativo. Questo ha fatto sì che il concetto di Social Network” e quello di “Facebook” arrivassero a fondersi, formando un’unica entità.

Indi per cui, nel momento in cui LinkedIn è arrivato all’attenzione delle masse, sentendolo definire “un Social Network”, un sacco di gente si è riversata in esso certa di poterlo utilizzare “alla Facebook”, ovvero per condividere gattini, meme, culi e tutto il resto.

Molti, quindi, hanno semplicemente replicato uno schema, ovvero lo stesso adottato su Facebook, senza prima interrogarsi sulle differenze che corrono tra le due piattaforme.

D’altronde, se ad una scimmia che scuote un albero le cade in testa una banana, è normale che poi pensi che questo accadrà scuotendo qualsiasi albero. Solo dopo aver ricevuto TOT pigne in testa comincerà a domandarsi: “Ma non è che le banane cadono solo da alcuni alberi?”.

E noi, come spesso mi trovo a ripetere, scimmie siamo e scimmie rimarremo sempre.

Alla prossima!


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Simone Bennati

Simone Bennati

35 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Faccio quello che porno. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
Simone Bennati

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