Lavorare sul web: è la passione a fare la differenza

Lavorare sul web: è la passione a fare la differenza

Vuoi risultati straordinari? Affidati ad un “fissato”

“Tra un pilota bravo e uno fortunato, preferisco quest’ultimo”, diceva Enzo Ferrari.

Con il Copywriting ed il Social Media Management è lo stesso, solo che al posto di “fortunato” ci va messo “appassionato”. Una passione, questa, che non deve riguardare solamente l’attività che si è chiamati a svolgere, ma anche e soprattutto la materia della quale ci si occupa.

Ad un copywriter appassionato di cucina, ad esempio, tra un pezzo sul cioccolato al peperoncino ed uno sui tassi d’interesse, risulterà molto più semplice e piacevole scrivere il primo, piuttosto che il secondo. Ed il risultato non potrà che essere un articolo di qualità elevata.

Allo stesso modo, un Social Media Manager a cui sono sempre piaciute le auto da corsa gestirà in maniera molto più creativa la Pagina Facebook di una casa automobilistica, piuttosto che quella di una catena d’abbigliamento. E questo perché è “specializzato sul tema” già di suo.

Inutile negarlo: la passione arriva dove competenza e metodo si fermano. E fa la differenza.

Anche i Bennaker piangono (ma lo fanno di nascosto)

Per farvi capire meglio che cosa intendo con “lavoro appassionato” e quanto io creda nella maggiore efficacia dello stesso, vi racconto un episodio accadutomi qualche settimana fa…

Completate le consuete attività del mattino, mi sono cimentato nella scrittura di un articolo incentrato su un tema che non padroneggio e che nemmeno mi incuriosisce.

Nonostante la preliminare e doverosa fase di studio, mentre elaboravo il testo, mi sono accorto di non possedere la scioltezza e la fantasia che invece riscontro quando scrivo di materie che conosco e di cui mi piace scrivere, come il Blogging e il Social Media Management.

Non avevo solo difficoltà a costruire i periodi, ma anche ad ordinare i concetti, cercare i sinonimi, curare il tone of voice. E tutto questo perché? Perché, non conoscendo la tematica e non apprezzandola, anche attività così semplici mi risultavano estremamente complesse.

Ad oggi, se dovessi dare un voto all’articolo di cui sopra, non gli darei più di un 6 e 1/2, perché si vede che è scritto da uno che ci capisce poco e niente e che non ha fatto altro che mettere insieme come meglio poteva le informazioni reperite sul web. Si vede chiaramente.

Insomma, ho prodotto un articolo banale, piatto, che è andato a sommarsi agli articoli simili già presenti sul web. Un articolo, in buona sostanza, tecnicamente corretto, ma totalmente privo di quel quid in più che, se fosse stato presente, lo avrebbe reso diverso da tutti gli altri.

Il metodo si impara, la passione no

Ecco, un po’ come Enzo Ferrari preferiva la fortuna alla bravura, credo fermamente che, per ottenere risultati straordinari, sia necessario che a lavorare su un progetto sia qualcuno che ha passione per lo stesso e che, grazie a questa “skill”, produrrà idee e soluzioni fuori dal comune.

A tale proposito, il Guru del marketing Seth Godin scrive:“Da dove arriva lo straordinario? Spesso arriva da persone ispirate che fanno qualcosa per pura passione personale” (La mucca viola, 2005), citando poi l’esempio Howard Schultz, fondatore e CEO di Starbucks.

Perché il metodo, attraverso lo studio e la pratica, alla fine si impara. La passione, invece, no. Ed è quella, in fase di valutazione finale, a fare la differenza tra un 6 e 1/2 ed un 8 pieno.

Alla prossima!


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34 anni portati splendidamente. Egotista. Croccante fuori e morbido dentro. Scusate se sono stronzo, ma avete cominciato prima voi.
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  • Penso che a tanti sia capitato lo stesso – quando si ha a che fare con un argomento poco conosciuto/interessante, ci si sente bloccati, si ha sempre paura di scrivere qualche scemenza…

    • Ciao @AndyT90:disqus,
      l’insicurezza è sicuramente un ostacolo, ma il più delle volte può essere superato attraverso la ricerca approfondita di informazioni, identificando quelle che sembrano essere le fonti più accreditate. Altro discorso, invece, è la perdita di creatività. O meglio, la mancanza di creatività data dalla mancanza di interesse verso l’argomento trattato. Se un qualcosa non ti stimola, è difficile riuscire a partorire idee che abbiano un profilo originale, ovvero che colpiscano. E, oggi come oggi, non colpire equivale a non aver agito, ad essere rimasti fermi, a non aver fatto niente. Per questo mi intestardisco parlando di “passione”: perché solo chi è appassionato di qualcosa, la vive, “la respira”, possiede le armi giuste per conquistare l’attenzione del pubblico.