Emozione e riflessione: i due motori della condivisione

Emozione e riflessione - I due inneschi della condivisione

Condivido, quindi sono

Vi siete mai chiesti cosa vi porti a condividere un certo video trovato su Facebook o una specifica notizia intercettata su Twitter? Se sì, quale risposta vi siete dati?

Se vi faccio questa domanda è perché il riuscire a capire cosa spinga l’utente a premere sul tasto Condividi è alla base del lavoro di ogni Social Media Manager, nonché di quello di coloro che producono contenuti per il Web.

Tempo fa, ho postato su Twitter un sondaggio con cui  ho chiesto ai miei follower di rivelarmi cosa li porti a condividere un certo contenuto. Ora che lo stesso è terminato, desidero analizzarne e discuterne i risultati con voi.

Emozione + Riflessione = Condivisione

Pur sapendo quanto possano essere diverse, se non addirittura antitetiche, le ragioni alla base delle singole condivisioni, la domanda che ho posto è stata:

Sondaggio Twitter sulla condivisione

Così come evidenziato dalla grafica di Twitter, i risultati ci dicono che le persone sono maggiormente portate a condividere ciò che le emoziona, ovvero ciò che scatena in loro sentimenti come la gioia, il dolore, la tristezza, l’ira, la rabbia…

Segue, al 2° posto e conquistando un significativo 30% dei voti, il fare riflettere, ovvero il portare le persone a ragionare. Un risultato davvero interessante, il quale ci dice che, nel caso in cui decidessimo di produrre contenuti che stimolano il pensiero, avremmo comunque buone possibilità di fare presa sull’utente.

Lo stesso non si può certo dire per i contenuti con valore informativo, fermi in 3ª posizione, e quelli utili a risolvere un problema, i quali chiudono la classifica.

Non c’è, quindi, da meravigliarsi se foto di tramonti e video di denuncia intasano i Social, mentre approfondimenti e tutorial dominano i risultati dei motori di ricerca.

Ancora oggi, infatti, i più vedono i Social come luoghi di svago e chiacchiera, escludendo a priori la possibilità di sfruttarli per condividere sapere e conoscenza.

Sono certo che anche molti di voi si rispecchiano in questa visione. O sbaglio?

Capisci te stesso e capirai anche gli altri

Prima di avviarci al termine di questa breve discussione, vorrei sottolineare l’importante ruolo rivestito da un’attività che, a mio parere, è alla base del lavoro di scoperta, comprensione e previsione del comportamento altrui: l’autoanalisi.

Mi è più volte capitato, infatti, di riuscire a prevedere certi comportamenti avendo in primis osservato quelle che erano le mie reazioni di fronte a determinati contenuti.

Volendo fare un esempio: intercettata e ricondivisa la foto di un gatto, se dovessimo accorgerci di averlo fatto perché mossi da una grande tenerezza e una incredibile sensazione e benessere, è assai probabile che la stessa cosa verrà provata anche da coloro che vedranno il nostro post e che, dato questo, lo ricondivideranno.

Allo stesso modo, ma in direzione diametralmente opposta, se un contenuto intercettato su Facebook ci inorridisce, ci annoia o, molto più semplicemente, non ci piace, tenderemo a non condividerlo. E lo stesso faranno anche molti altri.

Con questo non voglio certo sostenere la teoria del “se piace a me, allora piace sicuramente a tutti”, ma solamente sottolineare il fatto che, nel naturale processo di socializzazione in cui i simili si attraggono e tendono a stare tra di loro (i metallari coi metallari, i vegani coi vegani, i nerd coi nerd, etc.), l’osservazione di sé può rivelarsi estremamente utile. Magari così tanto da risultare determinante ai fini della creazione e condivisione di contenuti social che ci si augura diventino virali.

Ascoltiamoci e osserviamoci profondamente, quindi. Perché potremmo scoprire di essere molto più banali di quanto crediamo. Ma una banalità positiva, la quale potrebbe darci un grande vantaggio a livello comunicativo.

Alla prossima!


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Simone Bennati

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2 risposte

  1. Silvia moto39 ha detto:

    grazie Simone, mi hai dato delle risposte, a domande che mi facevo. Ho guide che sono le più visitate, con migliaia di visualizzazioni e zero coinvolgimento… e non capivo perché.
    Ti adotto, e se lo ha già fatto qualcuno, vorrà dire che ahi due genitori adottivi!!!